Of.Art, quando la cultura fa rete: musica e territorio si incontrano al Parco Innovazione

La prima fase della rassegna alle Officine Reggiane conferma il valore delle collaborazioni tra artisti, istituzioni, associazioni e realtà imprenditoriali

Bert Ragusa
22/07/2026
Appuntamenti
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REGGIO EMILIA – La cultura può diventare uno strumento concreto per creare relazioni, valorizzare il territorio e restituire nuova vita agli spazi urbani. È quanto emerge dalla prima fase di Of.Art, la rassegna ospitata alle Officine Reggiane e costruita attraverso la collaborazione tra enti pubblici, associazioni culturali, professionisti e imprese.

Il progetto ha trasformato la Sala Conferenze del Tecnopolo, nel Capannone 19, in un luogo dedicato alla musica, alla formazione e alla scoperta di nuovi talenti. Il calendario ha proposto appuntamenti differenti, accomunati dalla volontà di avvicinare il pubblico alla produzione artistica contemporanea.

Tra gli eventi principali, lo showcase di Mauro Ermanno Giovanardi, premiato con il riconoscimento “Of.Art Artista in Luce”, la masterclass gratuita “Comunicare Musica” e le selezioni regionali del Premio Fabrizio De André, concluse con la vittoria della cantautrice estense Amarti. La programmazione ha inoltre ospitato Dazebao, il progetto ideato da Gigi Cavalli Cocchi e Gianfranco Fornaciari, con la partecipazione di Fabio Mora, dedicato alla reinterpretazione dei brani più significativi degli anni Settanta.

Of.Art è stato realizzato con il patrocinio del Comune di Reggio Emilia e grazie al coinvolgimento del Reggiane Parco Innovazione, dell’Associazione Culturale E20 e dell’agenzia L’Altoparlante. Fondamentale anche il sostegno di realtà imprenditoriali locali, che hanno contribuito alla costruzione di un progetto capace di unire promozione culturale e responsabilità sociale.

La direzione artistica e organizzativa, affidata ad Andrea Gherpelli, Roberto Grossi e Fabio Gallo, è già al lavoro sulla nuova stagione. In programma nuove iniziative dedicate alla parità di genere, alla narrazione, allo scouting e alla formazione.

Il risultato della prima fase dimostra come la collaborazione tra pubblico e privato possa generare opportunità, trasformando un luogo simbolo della storia industriale in una moderna officina di creatività.

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