C'è un grande progetto: in Giappone potrebbero entrare in funzione 10 milioni di robot

Massimiliano Musolino
08/07/2026
Scienza e Tecnologia
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Il Giappone si confronta da tempo con una crescente carenza di manodopera in molteplici settori, un problema strutturale alimentato dall'invecchiamento della popolazione e dalle rigide restrizioni sull'immigrazione per motivi di lavoro. Poiché molti posti rimangono impossibili da coprire con i canali di reclutamento tradizionali, la leadership del Paese sta guardando con determinazione all'automazione come soluzione pratica. I sostenitori di questa svolta rassicurano sul fatto che i robot andranno a occupare esclusivamente le posizioni rimaste vacanti, senza sottrarre il lavoro agli esseri umani.

In questo contesto, la macchina della robotizzazione nazionale sta iniziando a funzionare a pieno regime. Il governo ha recentemente pubblicato la sua strategia nazionale rivista per la robotica, annunciata dal Ministro dell'Economia, del Commercio e dell'Industria, Akazawa Ryōsei. L'ambizioso piano punta ad avere circa 10 milioni di robot operativi nel Paese entro il 2040, estendendo l'intervento a 18 settori complessivi grazie all'inclusione di aree cruciali come la produzione alimentare e l'assistenza sanitaria. Come riportato dalla rivista statunitense TechRadar, l'obiettivo centrale è favorire l'automazione proprio nei comparti che già soffrono maggiormente la crisi demografica.

Il pilastro tecnologico di questa strategia si chiama Noetra, un consorzio e un'iniziativa statale sull'intelligenza artificiale nati per accelerare il futuro digitale del Paese. Noetra ha sviluppato un modello base multimodale avanzato (anch'esso denominato Noetra) destinato alla produzione nazionale, che guiderà le 10 milioni di unità in servizio entro il 2040. Secondo il ministro, i dati già raccolti in ambiti critici – come l'assistenza agli anziani, la gestione delle emergenze, la produzione industriale e persino lo smantellamento della centrale nucleare di Fukushima – confermano pienamente la validità e la lungimiranza di questo piano.

Per coordinare al meglio la diffusione di queste tecnologie, l'esecutivo giapponese avvierà a breve un centro centrale per la robotica basata sull'intelligenza artificiale. Lo sviluppo del modello di base non sarà comunque un affare isolato: vedrà la partecipazione di prestigiosi istituti di ricerca provenienti da Stati Uniti, Canada, Francia e Regno Unito. La tecnologia che nascerà da questa cooperazione internazionale sarà poi resa ampiamente disponibile per sviluppatori di intelligenza artificiale, aziende e utenti finali in diverse regioni e settori del Giappone.

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