Una nuova visione dell'UE per la cooperazione nel Grande Mediterraneo e nel Golfo

Marco Rossi
04/07/2026
Dal Mondo
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Il 30 giugno 2026, la Sala Conferenze Europa – De Gasperi presso la sede del Parlamento europeo a Roma ha ospitato uno degli incontri diplomatici e politici più ambiziosi dell'anno: "Una nuova visione dell'UE per la cooperazione nel Grande Mediterraneo e nel Golfo". Organizzata da Mediterranean Perspectives, RIDE e dalla rete della Fondazione Anna Lindh, sotto il patrocinio della Rappresentanza della Commissione europea in Italia e con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), la conferenza ha riunito decisori politici, diplomatici, accademici, leader religiosi, rappresentanti di organizzazioni internazionali e della società civile nell'ambito dell'ottava Iniziativa Interistituzionale Euro-Mediterranea Medi-Jer.

Sulla scia del successo dell'edizione 2025, la conferenza di quest'anno si è svolta in un contesto geopolitico profondamente trasformato. Mentre il Grande Mediterraneo si adatta ai mutamenti delle alleanze regionali e alle conseguenze dei recenti conflitti, Roma ha offerto una piattaforma per esaminare come l'Europa possa contribuire a un ordine regionale più stabile, resiliente e cooperativo.

Al centro della conferenza una domanda è risultata fondamentale: quali Accordi di Abramo? I partecipanti hanno potuto constatare come diverse interpretazioni degli Accordi stiano rimodellando la diplomazia regionale, le relazioni interreligiose e le prospettive di una pace duratura, valutando al contempo il ruolo dell'Europa nel promuovere un quadro inclusivo e sostenibile per la cooperazione regionale.

Andando oltre l'analisi geopolitica, la conferenza ha esplorato percorsi concreti per la pace, collegando la diplomazia alla resilienza energetica, all'agricoltura sostenibile, all'innovazione, alla diplomazia scientifica e al dialogo interculturale. L'obiettivo è stato dimostrare che la stabilità regionale a lungo termine dipende non solo dagli accordi politici, ma anche da partenariati concreti che rafforzino lo sviluppo sostenibile e la cooperazione tra i popoli.

 

Questi dibattiti si sono sviluppati in quattro panel tematici di alto livello, che hanno riunito illustri responsabili politici, diplomatici, accademici, leader religiosi ed esperti internazionali. Il programma ha affrontato il panorama geopolitico in continua evoluzione del Grande Mediterraneo, la libertà religiosa e il dialogo interreligioso, la salvaguardia del patrimonio culturale e religioso e il ruolo dell'innovazione, dell'istruzione superiore e della diplomazia scientifica nel promuovere una cooperazione regionale sostenibile. La conferenza ha visto anche la presentazione di due libri di recente pubblicazione – "Un ponte tra Oriente e Occidente: una nuova prospettiva euro-mediterranea per l'Italia" di Michael Mocci e "Economia della Staffetta" di Roberto Cavallo – i cui temi fungono da catalizzatori per la discussione sulla diplomazia culturale, la sostenibilità e il futuro della cooperazione euro-mediterranea.

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