I SOL22 hanno preferito sparire per quattro anni piuttosto che pubblicare musica che non li rappresentasse. Ora tornano con un brano rock che parla proprio di questo: smettere di forzare ciò che non può più funzionare

Il duo romano formato da Cristian Cugini e Riccardo Cipri riparte da “Gocce di profumo”

Elisa Serrani
24/06/2026
Musica e spettacolo
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Prima dei SOL22 ci sono stati i Pulsar, la finale di Sanremo Rock 2020, le selezioni di Area Sanremo 2021 e un percorso già avviato. Poi, Cristian Cugini e Riccardo Cipri hanno scelto di fermarsi. Avrebbero potuto continuare a pubblicare per non sparire; hanno preferito fare il contrario, rimettere mano al proprio linguaggio, rinunciare alla presenza continua pur di non consegnare al mercato canzoni che non li rappresentassero più. Da questa scelta nasce SOL22: un progetto che torna solo quando trova una forma più aderente a ciò che i due artisti sono oggi.

Il nome arriva da “The Martian” di Andy Weir: nel romanzo, il Sol 22 è il giorno in cui, su Marte, un terreno sterile torna fertile. Un’immagine che il duo ha sentito vicina al proprio percorso e che anticipa anche il titolo del primo album in lavorazione, “Perseverance”.

Il primo singolo di questa nuova fase è “Gocce di profumo”, un brano dalla forte matrice rock cantautorale, curato nei minimi dettagli e articolato attorno alla traccia più difficile da cancellare dopo un addio: l’odore dell’altro, quello che resta impresso ben oltre la fine di una relazione.

Perché tutto, dell’amore, sembra oggi destinato a lasciare una prova visibile: fotografie, chat, vocali, storie, screenshot, conversazioni salvate, profili ancora aperti. Ma i SOL22, scelgono di raccontare ciò che non si può fotografare né cancellare con un tasto: il profumo.

“Gocce di profumo” cristallizza in forma canzone una storia arrivata lentamente al proprio limite. Una storia in cui non c’è una rottura improvvisa, né un colpevole da indicare, ma una situazione più ordinaria e, per questo, più difficile da ammettere e metabolizzare: due persone provano ancora qualcosa, ma non riescono più a stare insieme senza chiedersi di diventare altro, fino a rinunciare a sé stesse.

«Come gocce di profumo mi hai lasciato addosso il tuo respiro» è il verso da cui passa tutta la canzone. Un odore può restare su una felpa, nell’aria rarefatta di una stanza, in un’abitudine che continua anche quando non dovrebbe più avere un destinatario. Perché la mente può aver già deciso che una storia è finita, ma il corpo, molto spesso, fatica a lasciarla andare.

Non è un caso che i SOL22 tornino proprio con questo brano. Cristian Cugini e Riccardo Cipri hanno deciso di fermarsi quando hanno capito che continuare a pubblicare non avrebbe più avuto senso per il progetto che volevano portare avanti. In “Gocce di Profumo” accade qualcosa di simile sul piano relazionale: arriva un momento in cui insistere non salva la storia, ma rischia di rovinarne anche il ricordo.

I SOL22 si affacciano nuovamente alla scena dopo aver rimesso mano a ciò che non li rappresentava più. E questo vale per un progetto musicale, per una relazione, per tutto ciò che continuiamo a sentire anche dopo aver deciso di andare oltre. “Gocce di Profumo” racconta proprio questo: non tutto ciò che lascia una traccia deve continuare a far parte della nostra vita.

Con questa release, il duo romano apre una fase più matura e consapevole dopo quattro anni di silenzio: una ripartenza che non cancella il passato, ma nasce dalla scelta di tornare solo quando c’è davvero qualcosa da dire.

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