Sistema Trasporti Campania, ACNCC e Federnoleggio chiedono che la verifica sulle licenze non si traduca in un assedio agli operatori in regola: "Si continua a parlare di territorialità in modo generico, mentre restano fuori dal perimetro dei controlli le agenzie di viaggio che esercitano trasporto, le cosiddette 'macchine di cortesia' e i Comuni che rilasciano autorizzazioni senza bando"
NAPOLI — "Accogliamo con favore ogni iniziativa che riporti trasparenza nel comparto, ma il confronto avviato in Prefettura rischia di concentrarsi quasi esclusivamente sul rapporto tra taxi e noleggio con conducente, lasciando in ombra le forme di abusivismo che incidono davvero sulla concorrenza e sulla sicurezza". Lo dichiarano tramite nota stampa le sigle di categoria Sistema Trasporti Campania, ACNCC e Federnoleggio Campania, intervenendo dopo la stretta annunciata dal Prefetto di Napoli sul rilascio delle licenze NCC e il rafforzamento dei controlli su strada. Le tre associazioni si riferiscono alla verifica avviata sulle pratiche presentate nei novantadue Comuni dell'area metropolitana di Napoli e all'annunciato potenziamento dell'unità operativa turistica della Polizia Locale, misure riportate dai quotidiani locali nelle scorse ore.
La posizione delle associazioni muove da una distinzione di metodo. "La legge 21 del 1992 fissa con chiarezza la cornice del trasporto pubblico non di linea e la territorialità delle autorizzazioni, che è provinciale: un titolare in regola può operare nell'intera provincia e disporre di più rimesse sul territorio", proseguono Sistema Trasporti Campania, ACNCC e Federnoleggio. "Continuare a discutere di territorialità in termini generici, senza ancorarla al dato normativo, confonde tanto l'opinione pubblica quanto le forze dell'ordine, e finisce per spostare l'attenzione dagli illeciti reali a presunte irregolarità di chi un titolo regolare lo possiede".
Il nodo, secondo i firmatari Amedeo Conte (Sistema Trasporti Campania), Angelo Argenzio (ACNCC) e Antonio Paone (Federnoleggio Campania) è altrove. "Mentre il dibattito si concentra su taxi e NCC, restano sostanzialmente fuori dal radar fenomeni ben più insidiosi e che stiamo denunciando da tempo: le agenzie di viaggio che svolgono di fatto attività di trasporto persone senza i relativi titoli, le cosiddette 'macchine di cortesia' utilizzate da strutture ricettive e operatori privati al di fuori di ogni autorizzazione, i Comuni che rilasciano licenze al di fuori di una procedura a evidenza pubblica", aggiungono le tre associazioni. "Ogni titolo legittimo nasce da un bando pubblico, con verifiche sui requisiti morali, professionali e amministrativi. Dove l'autorizzazione non passa da un bando, il problema non è il conducente, ma l'atto che lo abilita".
Le associazioni chiedono che il tavolo prefettizio venga esteso e reso permanente, con un coordinamento stabile tra Prefettura, Regione, Comuni e categorie. "Chiediamo che la cabina di verifica non si limiti a contare le pratiche, ma risalga ai criteri con cui i singoli Comuni hanno rilasciato i titoli, e che il controllo su strada distingua nettamente l'operatore regolare dall'abusivo, anziché colpire indistintamente chi espone una targa NCC", concludono Sistema Trasporti Campania, ACNCC e Federnoleggio. "Tutelare gli operatori onesti significa anzitutto rendere visibili quelli che oggi sfuggono a ogni verifica. È su questo che si misura la responsabilità delle istituzioni".