22 giugno 1983, scompariva Emanuela Orlandi. Oggi sit.in a Roma. Ma la verità è sempre più lontana

Mario Barbato
22/06/2026
Attualità
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Emanuela Orlandi è scomparsa esattamente il 22 giugno 1983 a Roma, rendendo la giornata di oggi il 43° anniversario della sua sparizione. La quindicenne cittadina vaticana svanì nel nulla dopo essere uscita da una lezione di flauto presso la scuola di musica di Sant'Apollinare. Da allora, il suo caso rappresenta uno dei misteri più complessi della storia italiana contemporanea. E come ogni anno, per questo tardo pomeriggio, a Roma, è stato organizzato il consueto sit-in a Piazza del Risorgimento per chiedere giustizia, verità e sensibilizzare le istituzioni e l'opinione pubblica. 

Le indagini, nel frattempo, continuano seguire il loro percorso giudiziario, solo che, a differenza del passato, la Procura di Roma e la Commissione Parlamentare d’Inchiesta si stanno concentrando soprattutto all'interno della cerchia di amicizie e conoscenti di Emanuela, segnando un netto cambio di passo rispetto alle grandi piste geopolitiche del passato. L'obiettivo degli inquirenti è restringere il campo al contesto che ruotava intorno alla ragazza, con la convinzione che la scomparsa di Emanuela non sia stato un rapimento, ma un delitto maturato in ambienti prossimi. 

Tuttavia, il rischio che il trascorrere del tempo cancelli definitivamente la verità è l'ostacolo più grande, tanto che lo stesso promotore di giustizia vaticano, Alessandro Diddi, ha recentemente dichiarato che, a distanza di oltre 40 anni, la giustizia potrebbe non riuscire più ad accertare nulla. Il rischio di una "consegna definitiva alla storia" senza colpevoli è lo scenario più realistico paventato da storici, giornalisti d'inchiesta e dagli stessi magistrati che si sono succeduti sul caso. Se infatti dal punto di vista processuale il traguardo di una sentenza di condanna appare ormai quasi impossibile, il caso Orlandi ha già superato i confini della cronaca nera per trasformarsi in un vero e proprio paradigma della storia repubblicana italiana. 

E infatti oggi l'obiettivo degli inquirenti e della Commissione Parlamentare si è spostato. Non si cerca più soltanto il colpevole materiale (molto probabilmente deceduto), ma si punta a ricostruire il contesto e il movente: capire perché una ragazza di quindici anni sia stata inghiottita dal nulla e chi abbia protetto i responsabili. Come per altri misteri d'Italia, l'unica speranza rimasta per evitare che il caso resti un totale enigma è scandagliare l’ultimo anfratto rimasto vacante dalle passate inchieste, l’ambiente amicale e parentale della ragazza, prima che il tempo cancelli gli ultimi testimoni e consegni la vicenda Orlandi alla storiografia. 

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