Tra realtà e visione: “L’arte di Mario Napoletti e Gladys Maria de la Raba diventa specchio”

Due sguardi sul mondo, un solo dialogo: la mostra alla bctLab di Terni continua fino al 28 giugno

Katia Pangrazi
21/06/2026
Arte e Cultura
Condividi su:


 

Vista l'ampia partecipazione di pubblico, la mostra che dal 18 giugno anima la sala espositiva della bctLab di Terni, in Piazza della Repubblica, viene prolungata fino al 28 giugno, offrendo a chi non ha ancora avuto modo di visitarla una settimana in più per immergersi in un dialogo artistico tanto insolito quanto necessario.

Sotto lo stesso tetto convivono due visioni del mondo apparentemente agli antipodi e in realtà profondamente complementari. Da un lato Mario Napoletti, con la sua serie Mondi Paralleli: grandi tele in cui mito e immaginario onirico si intrecciano in composizioni dense e visionarie, popolate da figure sospese, statue pensanti, paesaggi che non esistono se non nella memoria più profonda dell'umanità e dove la natura lussureggiante non è semplice scenario, ma memoria primordiale e coscienza silenziosa. Le sue opere sono soglie, passaggi tra ciò che vediamo e ciò che siamo chiamati a comprendere — territori in cui il sacro e il profano, l'antico e il contemporaneo, convivono senza contraddirsi, restituendo allo spettatore non risposte ma domande aperte da completare con il proprio sguardo.

Dall'altro lato, in un contrappunto tanto sorprendente quanto efficace, Gladys Maria de la Raba porta in mostra Caffè – Emozioni – Fragilità: quindici piccole opere, dipinte su cartone da imballo, ciascuna dedicata a un caffè realmente bevuto nel 2026 tra Terni, Scheggino e altri luoghi del quotidiano. Ore precise, prezzi precisi, scontrini come certificati di esistenza. Se Napoletti apre le porte dell'altrove e dell'infinito, de la Raba fissa con ostinazione il qui e ora, l'istante minuscolo e concreto in cui un gesto semplice — girare un cucchiaino in una tazza — diventa atto filosofico, pensiero che si fa materia. "Io sono l'1,20 euro. Lui è l'infinito", scrive l'artista a proposito di questo dialogo, sintetizzando con folgorante chiarezza la tensione che attraversa l'intera mostra.

Due linguaggi, due scale, due tempi narrativi completamente diversi — eppure uniti dallo stesso filo conduttore: la pittura come strumento di indagine sull'esistenza, come invito a fermarsi in un mondo che corre, come spazio in cui ritrovare, nella visione più ampia o nel dettaglio più minuto, il senso smarrito delle cose. Dove Napoletti racconta l'umanità nella sua dimensione mitica e collettiva, de la Raba la racconta nella sua dimensione più intima e quotidiana — e proprio in questo scarto di prospettiva nasce la vera forza della mostra: la scoperta che il sublime e il quotidiano, il sogno e lo scontrino, non sono mondi paralleli che non si incontrano mai, ma due modi diversi di porsi la stessa, urgente domanda.

Un'occasione unica, prorogata fino al 28 giugno, per attraversare insieme l'infinito e l'istante, e scoprire che a volte basta poco per fermarsi davvero a guardare chi siamo.

Un'opera vive nello spazio invisibile tra chi dipinge e chi guarda. Mario Napoletti e Gladys Maria de la Raba lo sanno, ed è per questo che hanno scelto di essere presenti lungo il percorso espositivo, non come semplici autori in mostra ma come compagni di un viaggio che si completa solo nell'incontro, anche breve, per scoprire che un dipinto non è un punto di arrivo ma una domanda aperta — e che nel momento in cui qualcuno la raccoglie, l'opera smette di essere immagine e diventa specchio, restituendo a chi guarda un frammento di sé che forse non aveva ancora avuto il coraggio di vedere.


 

La mostra è a ingresso libero ed è visitabile presso la sala espositiva della bctLab, Piazza della Repubblica, Terni, fino al 28 giugno 2026.

Contatti:

https://www.instagram.com/gladysdelamari/

https://www.instagram.com/marionapoletti/

Leggi altre notizie su Notizie Nazionali
Condividi su: