Roberto Vannacci ha aperto ufficialmente a Roma l'assemblea costituente di Futuro Nazionale, il suo nuovo partito politico, definendo i suoi membri «i figli di nessuno, la feccia e lo scarto degli altri», ma dicendosi fierissimo di esserlo.
Durante il suo primo discorso da leader, il generale ha confermato la linea di rottura e indipendenza dal centrodestra, rifiutando di "bussare alla porta" della coalizione di governo e rivendicando la forza di un movimento dato già oltre il 5% nei sondaggi.
Vannacci ha usato toni forti, accostando i militanti di Futuro Nazionale a "quella sporca dozzina" e descrivendoli come un blocco identitario cresciuto raccogliendo gli scontenti delle altre forze di destra. Il leader ha frenato bruscamente sull'ipotesi di entrare nella coalizione con Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Ha dichiarato che il partito rimarrà fermo sulle proprie posizioni identitarie e sovraniste, senza fare concessioni per calcoli elettorali.
La nascita ufficiale del movimento sta ridisegnando la geografia della destra italiana, drenando consensi e parlamentari soprattutto dalla Lega di Matteo Salvini. Le posizioni rigide di Vannacci hanno scatenato forti critiche all'interno della maggioranza. Il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, lo ha accusato da Cagliari di fare «la quinta colonna della sinistra» proprio a causa del suo rifiuto a coalizzarsi.