Le donne sono la maggioranza delle laureate in Italia, ma lavorano meno degli uomini

Secondo il Rapporto Alma Laurea il divario di genere nel mondo del lavoro è ancora marcato

Mario Barbato
12/06/2026
Costume e società
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Il Rapporto Alma Laurea conferma un paradosso strutturale in Italia: le donne sono la maggioranza dei laureati e ottengono risultati accademici migliori, ma subiscono uno svantaggio nel mercato del lavoro in termini di occupazione, stabilità e retribuzione.  I dati evidenziano come il divario di genere non si sia ancora colmato, rimanendo influenzato dai carichi familiari e dalle scelte dei percorsi di studio. 

Per quanto riguarda la performance negli studi, le studentesse superano i colleghi maschi in quasi tutti gli indicatori legati alla carriera universitaria. Le donne costituiscono circa il 60% dei laureati in Italia. Il voto medio di laurea delle donne è superiore a quello degli uomini, con una media di 104 contro 102 su 110. Le donne mostrano anche una percentuale più elevata di laurea in corso rispetto agli uomini.

Nonostante le performance universitarie eccellenti, l'ingresso nel mondo del lavoro, però, penalizza la componente femminile. A parità di titolo, a un anno dal conseguimento della laurea il tasso di occupazione degli uomini è sistematicamente più alto. Dal punto di vista retributivo, gli uomini percepiscono stipendi mediamente più elevati, anche se il divario si attenua leggermente per le donne che scelgono le discipline STEM (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica), dove il gap retributivo scende al quindici per cento a favore degli uomini. Le donne sono impiegate più spesso con forme di lavoro non standard o contratti a termine.

La nascita di figli amplifica il divario tra gli uomini e le donne nel mondo del lavoro. A cinque anni dal titolo, la presenza di prole riduce il tasso di occupazione delle madri, mentre ha un impatto nullo o persino positivo su quello dei padri. Le donne risultano ancora sottorappresentate nei gruppi disciplinari legati all'informatica e all'ingegneria, che l'Indagine Alma Laurea individua come i settori a più alta occupabilità e con le retribuzioni iniziali più elevate.  Infine, le laureate trovano occupazione in misura maggiore all'interno del pubblico impiego (scuola, sanità, pubblica amministrazione). Questo garantisce tassi di efficacia della laurea molto alti, ma offre avanzamenti di carriera e di stipendi più lenti rispetto al settore privato. 

 

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