La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta per corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio legata a un presunto tentativo di condizionare l'esito dei controlli della Corte dei Conti sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. L'indagine, che vede coinvolti i carabinieri del ROS, ipotizza una rete di pressioni mirata a influenzare le decisioni dei magistrati contabili incaricati di valutare il dossier dell'opera.
I magistrati romani hanno iscritto nel registro degli indagati tre persone. Tommaso Miele, ex presidente aggiunto e magistrato della Corte dei Conti. È accusato di corruzione e rivelazione del segreto d'ufficio. Avrebbe fornito informazioni e aggiornamenti riservati sugli orientamenti dei colleghi riguardo alle procedure sul Ponte. Giacomo Francesco Saccomanno, avvocato ed ex membro del consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina Spa. E Vincenzo Virgiglio, imprenditore coinvolto nella presunta rete di relazioni.
Secondo la ricostruzione della Procura pubblicata dai principali organi di stampa, l'avvocato e l'imprenditore avrebbero cercato di "comprare" il favore del magistrato Miele promettendogli appoggi istituzionali e sostegno per ottenere prestigiosi incarichi pubblici dopo il suo imminente pensionamento. In cambio, il giudice avrebbe dovuto fare da sponda all'interno dell'organo di controllo.
Dalle risultanze investigative emerge inoltre che il gruppo non si sarebbe limitato a un solo interlocutore: gli indagati avrebbero infatti tentato di approcciare e corrompere almeno altri due giudici della Corte dei Conti per allargare la cerchia di influenza e blindare l'approvazione del progetto definitivo.
I controlli della Corte dei Conti rappresentano uno snodo fondamentale per l'avanzamento dell'opera e l'effettiva apertura dei cantieri. Già nei mesi precedenti, la magistratura contabile aveva sollevato forti anomalie e criticità di natura economica e ambientale sul piano dei lavori. Attualmente, gli inquirenti stanno analizzando la documentazione e i dispositivi elettronici sequestrati durante le perquisizioni per verificare l'effettiva portata della fuga di notizie e delle pressioni esercitate.