“Attendendo la Rivelazione”. Quando la poesia diventa annuncio di eternità

09/06/2026
Libri
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E’ il frutto di un’urgenza interiore e di un cammino spirituale durato oltre quarant’anni, “Attendendo la Rivelazione. Tra Poesia e Mistica”, la nuova raccolta di Guglielmo Rafudeglia, edita da Aletti nella collana “I Diamanti della Poesia” e disponibile anche in e-book. «Ogni giorno - afferma l’autore - ciascuno di noi “scrive” il suo Libro della Vita, che sarà l’oggetto del Giudizio Divino inappellabile e, di conseguenza, la “prova definitiva” del tenore di vita eterno meritato, con tutti i contenuti segreti della sua esistenza». Il titolo stesso della silloge racchiude, infatti, il fulcro teologico dell’intera produzione: la “Rivelazione” non è intesa come un concetto astratto, ma come il disvelamento definitivo di ogni segreto del cuore umano - pensieri, desideri, intenzioni, azioni e omissioni - davanti alla Luce dello Spirito Santo. Si tratta dell’ultimo atto dell’esistenza terrena, il momento del Giudizio definitivo che avverrà subito dopo la separazione dell’anima dal corpo. In quel preciso istante, l’anima e lo spirito - creati eterni a immagine e somiglianza di Dio - faranno il loro ingresso nel tenore di vita eterna meritato in base al perfetto giudizio del Creatore. «La silloge di Guglielmo Rafudeglia - scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore - si presenta come un itinerario poetico e spirituale fortemente unitario, attraversato da una tensione costante verso l’assoluto, la verità interiore e il destino eterno dell’uomo».

Ispirato da passi evangelici e dal monito del Libro del Siracide, l’autore ha avvertito il dovere spirituale di non tenere per sé le meraviglie assaporate nella contemplazione, ma di “trafficarle” a beneficio della collettività: «Questa raccolta di poesie nasce dall’urgenza spirituale di testimoniare e condividere alcune scoperte e sublimi misteri assaporati e sperimentati nel corso del mio cammino spirituale». Attraverso lo strumento della poesia, vissuto secondo la celebre massima dantesca del comporre sotto l’ispirazione diretta dell’Amore divino, viene lanciato un messaggio universale: le vette della spiritualità sono accessibili a ogni essere umano. Secondo Rafudeglia la via per raggiungerle passa attraverso l’esercizio quotidiano della Giustizia, della Misericordia e della Fedeltà, incarnate nella Regola Aurea dell’amore verso il prossimo.

L’opera - esposta anche al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, negli spazi Aletti Editore - si configura come una vera e propria forma di vigilanza e di veglia dello spirito. L’attesa descritta non è passività, ma la certezza incrollabile che il tempo umano sia fecondato dalle promesse divine. Attraverso un linguaggio lirico che rifugge l’estetismo fine a sé stesso, l’autore trasforma l’escatologia in un respiro vivo. «La poesia qui diventa dunque una forma di veglia. Ogni verso, che illumina il senso della vita umana, nasce da un dialogo tra la fragilità dell’uomo e la Maestà del Divino, tra il dolore del mondo e la speranza del Regno, tra la caducità della vita presente e la certezza di un compimento futuro. Le liriche sembrano voler condurre oltre la superficie e l’apparenza delle cose, verso una comprensione più profonda della vita, della fede e del destino ultimo». La poesia si fa così annuncio della Buona Novella, la profezia si traduce in esortazione esistenziale e la mistica diventa un canto ardente d’amore. E’ un’opera potente che scuote la mente e il cuore, ma soprattutto la coscienza, indicando i primi chiarori dell’aurora eterna, dove ogni lacrima sarà asciugata e ogni attesa troverà compimento. «Al lettore voglio trasmettere l’esortazione urgente a vivere la vita con verità - conclude l’autore -, pienezza ed autenticità, alla ricerca e alla conquista della vera Felicità». 

 

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