Dal 19 al 27 giugno la XXXIV edizione del festival Lago d’Iseo Jazz con Denitto, Falzone, Mariani, Angeleri, Intra, Canale e Birro

In programma sette concerti tra Iseo, Predore e Palazzolo sull’Oglio con la presenza di alcuni dei più noti jazzisti italiani e di giovani talenti in ascesa

Andrea Conta
27/05/2026
Appuntamenti
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Il festival Lago d’Iseo Jazz-La Casa del Jazz Italiano vara la XXXIV edizione che, oltre alla sede storica di Iseo (Bs) e a quella, ormai perfettamente integrata nella rassegna, di Palazzolo sull’Oglio (Bs), si sposta anche a Predore, sulla sponda bergamasca del Sebino, grazie alla collaborazione con l’Accademia Tadini di Lovere, mantenendo il patrocinio di MIDJ, l’associazione che raggruppa i musicisti italiani di Jazz, oltre alla pluriennale collaborazione con Rai Radio Tre quale media partner dell’iniziativa, che darà vita alla consueta e apprezzatissima trasmissione dedicata all’antologia del festival.
La manifestazione pone come sempre la musica al primo posto e lo fa in splendidi contesti ambientali: sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea di Iseo, con tre chiese una di fronte all’altra; nel Parco delle Tre Ville di Palazzolo sull’Oglio, luogo altamente suggestivo e di grande impatto naturalistico; nel bellissimo auditorium costruito nella Chiesa di San Giovanni Battista a Predore e nella superba ambientazione del grande prato-solarium del Sassabenek, di nuovo a Iseo. Da quest’anno, la parte organizzativa viene assunta, oltre che dallo Sviluppo Turistico Lago D’Iseo, anche dall’associazione culturale Secondo Maggio, da trentadue anni promoter a Milano della prestigiosa rassegna Atelier Musicale.
I concerti della XXXIV edizione, come sempre aperti da un’agile guida all’ascolto che integra culturalmente la proposta musicale, presentano la consueta ed equilibrata presenza tra grandi personalità della scena jazzistica nazionale e talenti emergenti, progetti speciali e una grande varietà stilistica. Due appuntamenti sono legati al centenario della nascita di Miles Davis e John Coltrane: il primo, con protagonista il quintetto di Marco Mariani, unisce diverse generazioni di musicisti, tutti legati dalla comune esperienza ai milanesi Civici Corsi di Jazz, per esplorare la musica del famoso quintetto davisiano degli anni Sessanta. Il secondo prevede un progetto speciale di un grande “musicista per musicisti” quale Paolo Birro, che in piano solo esplorerà composizioni che fanno parte di tutto l’arco creativo del sassofonista americano. L’esperienza policulturale di Gianni Denitto entrerà in gioco nel concerto di apertura, in cui il suo gruppo di giovani musicisti suonerà pagine di grande varietà e brillantezza compositiva, mentre al mondo contemporaneo si indirizza la Freak Machine di uno dei maggiori trombettisti e autori del jazz europeo: Giovanni Falzone. Due singolari concerti saranno poi quelli di Claudio Angeleri, pianista e compositore di grande fama, che porterà il mondo del pop all’interno di un linguaggio modern mainstream, e della pianista Eugenia Canale, di formazione classica e jazzistica, che eseguirà i principali temi della Turandot pucciniana rivestendoli del linguaggio di vari stili del jazz. Infine, dopo aver festeggiato i suoi novant’anni la scorsa estate proprio su uno dei palchi del festival, Enrico Intra tornerà di nuovo protagonista, duettando con nuovi e formidabili talenti del jazz italiano con cui recentemente ha inciso un album per l’etichetta Alfamusic.
L’incontro di stili e generazioni diverse e l’assoluta varietà di proposte rappresentano, nel loro insieme, un cartellone unico, che si può ascoltare solo sulle sponde del Sebino. Conosciamo meglio più da vicino il programma e i protagonisti. Con il gruppo del sassofonista Gianni Denitto, autore del disco The Shadow Line (classificato tra i 100 migliori album jazz del 2025 dalla rivista Jazzit), prende il via venerdì 19 giugno a Iseo, sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea, la nuova edizione del festival. La proposta di Denitto trae ispirazione dall’omonimo romanzo scritto nel 1917 da Joseph Conrad: la musica è stata, infatti, composta pensando a un viaggio simbolico che attraversa le tappe dell'esperienza umana, tra grandezza e miseria. Come nel testo di Conrad, la “linea d'ombra” rappresenta un limite da sfidare e superare: il passaggio dalla giovinezza alla consapevolezza, ma anche il coraggio di oltrepassare i confini di ciò che ci definisce, per entrare in una dimensione nuova e trasformativa. Per realizzare questo progetto, Denitto ha scelto alcune delle migliori promesse del jazz italiano, a cui ha affidato arrangiamenti articolati e brillanti, in una linea decisamente legata al mainstream contemporaneo. Sassofonista di formazione classica e jazz, Denitto ha sviluppato nel tempo un fecondo rapporto con la musica elettronica, trovando una singolare sintesi con il suono acustico. Ha poi collaborato con musicisti di diverse tradizioni culturali, dall’Africa all’India, portando nel suo linguaggio spunti provenienti da un vasto universo sonoro, svolgendo nel contempo attività di insegnamento in accademie e conservatori di varie parti del mondo. Come strumentista, ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica della Rai per la sua competenza nella musica eurocolta, mentre nel jazz è stato al fianco di artisti rilevanti quali Billy Cobham, Francesco Cafiso, Fabrizio Bosso, Miroslav Vitous, Flavio Boltro e Tullio De Piscopo (ma non solo), esibendosi in numerosi festival italiani e internazionali. Attualmente è vicepresidente di MIDJ e la sua presenza a Lago D’Iseo Jazz risponde alla duplice esigenza di portare nel nostro festival artisti riconosciuti e giovani talenti emergenti.
Il giorno dopo, sabato 20 giugno, sempre a Iseo (Bs) e sempre sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea, sarà la volta del nuovo, entusiasmante trio del trombettista Giovanni Falzone. Con la Freak Machine il musicista siciliano propone un jazz nel quale si utilizzano materiali provenienti da un vasto universo sonoro che comprende il punk, il funky, il rock, la musica eurocolta contemporanea e l’elettronica per realizzare una serie di brani, più o meno strutturati, che favoriscono l’improvvisazione aperta e legata al dialogo collettivo del trio. Il progetto nasconde anche la più profonda riflessione sul rapporto dell’uomo odierno con la tecnologia, come del resto alcuni pezzi in repertorio ben evidenziano, a partire da L’uomo robot. La varietà di colori messi in gioco da Falzone, compreso un utilizzo straniante della voce, le qualità di superbo improvvisatore e di eccellente strumentista del leader, la competenza e la sensibilità dei suoi partner, con i quali lavora in maniera empatica, fanno della Freak Machine un gruppo dall’eccellente interplay e dalle sorprendenti traiettorie sonore. Del resto, Andrea Bruzzone, classe 1988, è musicista di esperienza, che vanta collaborazioni in vari contesti jazzistici, dal piccolo gruppo alla big band (anche con Fabrizio Bosso, Roberto Cecchetto, Alberto Mandarini e Pino Jodice) e la vittoria nella International Percussion Competition del 2015. Giuseppe La Grutta, nato nel 1996, spazia invece dal funk al soul e al rock classico e con la sua band ha aperto quattro concerti-evento di Elio e le Storie Tese tra il 2022 e il 2025. Giovanni Falzone è, come noto, uno dei più creativi e completi jazzisti italiani, con una formazione sia classica sia jazz: nel primo ambito ha avuto un percorso orchestrale di altissimo livello, diretto da bacchette quali Riccardo Chailly, Giuseppe Sinopoli e Carlo Maria Giulini. Nel jazz vanta una carriera di leader che lo ha portato a incidere una ventina di dischi e a vincere premi importanti tra cui il Django d’Or e, in varie categorie, diversi Top Jazz della rivista Musica Jazz. Ha collaborato con grandi artisti italiani e internazionali, da Giorgio Gaslini a Kenny Werner, da Enrico Pieranunzi a Jim Black, da Rita Marcotulli a Jeff Ballard, per citarne solo alcuni, suonando nei più prestigiosi festival nazionali e internazionali. Docente richiestissimo, alterna l’attività di insegnamento a quella di solista e compositore e in questo concerto ci proporrà una musica al di fuori dagli abituali schemi e dall’inusuale scenografia sonora.
Giovedì 25 giugno, il lido Sassabanek di Iseo (Bs) ospiterà due concerti: quello del quintetto del trombettista Marco Mariani e quello del sestetto del pianista Claudio Angeleri. Quest’anno, come detto, ricorre il centenario della nascita di Miles Davis, figura chiave nella storia del Jazz e della musica del Novecento, che vide la luce ad Alton, nell’Illinois, il 26 maggio del 1926. A questo straordinario artista dedica il suo nuovo progetto Marco Mariani, che nel suo percorso musicale ha già realizzato programmi originali anche su altre grandi personalità della tromba e della composizione jazz. La novità di questo tributo a Davis è dovuta al fatto che i riferimenti sono i brani registrati con lo storico quintetto degli anni Sessanta, quello con Shorter, Hancock, Carter e Williams, formazione iconica della storia jazzistica che portò la concezione modale a un punto estremo di realizzazione e, quindi, la proposta di Mariani farà rivivere, con la sensibilità contemporanea, pagine importanti ma poco esplorate. Marco Mariani si è diplomato sia in tromba classica sia in tromba Jazz ed è solista della Civica Jazz Band di Enrico Intra, della Artchipel Orchestra di Ferdinando Faraò, della Montecarlo Night di Nick The Nightfly e della Swing Band di Paolo Tomelleri, oltre a dirigere da anni il Bocconi Jazz Business Unit dell’Università Bocconi. Docente apprezzato ai Civici Corsi di Jazz (di cui fu studente), ha scritto con Emilio Soana tre metodi didattici per tromba jazz ed è musicista che unisce alla profonda conoscenza del moderno trombettismo jazzistico la predilezione per il Miles Davis elettrico quanto per l’improvvisazione radicale nell’ambito della noise music. Anche i musicisti con cui si presenta a Iseo sono tutti legati ai Civici Corsi di Jazz di Milano, a cominciare da Rudi Manzoli, prima studente e oggi docente della prestigiosa scuola milanese, tenorista di esperienza e vasta conoscenza linguistica, mentre diplomati dei Civici sono la contrabbassista Margherita Carbonell, anch’essa con la doppia preparazione classica e jazzistica, già partner di Enrico Intra in ambito concertistico e discografico, e il batterista Daniele Delfino, una nuova realtà del drumming italiano. In fase di diploma al biennio di specializzazione è invece il pianista Samuele Lindo.
Poi sarà la volta del sestetto del pianista e compositore Claudio Angeleri, affiancato da Paola Milzani (voce ), Gabriele Comeglio (sassofoni), Michele Gentilini (chitarra), Marco Esposito (basso elettrico) e Matteo Milesi (batteria). Per Lago D’Iseo Jazz, il musicista bergamasco presenterà un progetto nato nel 2001 e coronato da grande successo: From Be to Pops nasce dall’idea di portare nel jazz di impronta contemporary mainstream una serie di brani provenienti dalla canzone italiana, da quel pop che è il corrispondente nazionale dei grandi evergreen americani. In sostanza, un concerto che ha in programma celebri canzoni scritte da autori quali Gino Paoli, Fabio Concato, Bruno Martino, Pino Donaggio, Roby Facchinetti e Carlo Alberto Rossi e rese celebri da grandi interpreti nazionali e internazionali tra cui Mina, Ornella Vanoni, Joao Gilberto, Gilberto Gil ed Elvis Presley. Si tratta di melodie straordinarie, diventate degli evergreen che hanno attraversato i generi giungendo anche al jazz, grazie alle versioni di Michel Petrucciani, Toots Thielemans, Mike Stern, Chet Baker e molti altri. Gli arrangiamenti mantengono fede alla riconoscibilità delle linee melodiche, pur introducendo elementi originali caratteristici della penna di Claudio Angeleri, ora più pop e funk, ora più bebop e bluesy. Panista, compositore, docente e organizzatore, Angeleri è una delle personalità più versatili della scena del jazz nazionale e guarda alla tradizione moderna del jazz per attualizzarla, grazie alle sue qualità compositive e di arrangiatore. Per questo concerto propone il suo gruppo più longevo, con il sassofonista Gabriele Comeglio, polistrumentista di alto livello e anche arrangiatore attivo sia nell’ambito jazz sia in quello pop (tra gli altri, ha arrangiato anche per Mina); c’è poi la versatile cantante bresciana Paola Milzani, che spazia con personalità dal jazz alla musica classica, dal pop al gospel, quindi il bassista elettrico Marco Esposito, da sempre partner di Angeleri. Infine, ci sono il raffinato batterista Matteo Milesi e, come nuovo innesto, Michele Gentilini alla chitarra, che porta colori rock e funk all’interno del suo linguaggio. Il concerto propone, quindi, una musica di grande effetto, che unisce la riconoscibilità di pezzi da tutti amati al jazz di matrice contemporanea, ma radicato nella storia moderna di questa musica.
Venerdì 26 giugno il festival si sposterà a Predore (Bg) per il concerto dell’Enrico Intra Group all’auditorium civico San Giovanni Battista. Dopo aver festeggiato il traguardo dei novant’anni nella scorsa edizione del festival, di cui è testimonial musicale, Enrico Intra continua a stupirci per la sua vitalità straordinaria e per l’attenzione che rivolge alle nuove generazioni di musicisti. Questa volta, nell’inedita e splendida cornice dell’auditorium di Predore, presenta il suo ultimo progetto, che ha appena visto la luce in un disco dell’etichetta romana Alfamusic, titolato come questo concerto: IN-TRA In Duo. Si tratta di un insieme di duetti, ma non solo, realizzati con alcuni giovani jazzisti italiani di grande talento, all’insegna del dialogo generazionale tipico del festival, e in particolare di questa edizione, qui fondato sulla musica del pianista e compositore milanese, attualissima nelle forme e originale nel suo rapporto con la musica europea contemporanea. L’attenzione al suono e la presenza di cellule ritmiche o melodiche alla base delle composizioni caratterizzano le pagine del carismatico Maestro, fornendo un materiale insolito e di grande stimolo per realizzare improvvisazioni fuori dagli schemi, basate su un forte interplay che richiede creatività e capacità di trovare singolari strade espressive. Il talento dei giovani artisti al suo fianco è ben evidente nella musica del Cd, che mette in luce la maturità con cui si muovono su un terreno inusuale, dialogando con coerenza e spregiudicatezza con il pianoforte. Se di Intra conosciamo tutti lo straordinario e variegato percorso artistico, che fa di lui una delle più significative voci del jazz europeo fin dagli anni Cinquanta del secolo scorso, occorre sottolineare le qualità dei suoi partner, a cominciare dalla versatilità della cantante Lucia Filaci, la cui voce spazia con facilità su tutti i registri, e dalla padronanza tecnica e sensibilità espressiva di Arabella Rustico al contrabbasso. Quindi la tromba di Giacomo Serino si distingue per la modernità del linguaggio, il sassofono di Vittorio Cuculo per la conoscenza profonda della storia e la batteria di Daniel Besthorn per il senso del colore. Dopo il trionfale debutto lo scorso dicembre alla Casa del Jazz di Roma e l’invito al festival Jazz e Donna di Lucca, il gruppo ha nella rassegna iseana un’altra tappa fondamentale del suo percorso artistico.
La XXXIV edizione del festival si concluderà sabato 27 giugno a Palazzolo sull’Oglio con due concerti nella bellissima cornice del Parco delle Tre Ville che vedranno impegnati, rispettivamente, Paolo Birro in piano solo e il quartetto di Eugenia Canale. Per il centenario della nascita di John Coltrane, gli organizzatori di Lago D’Iseo Jazz hanno commissionato a Paolo Birro un omaggio dedicato alle composizioni del sassofonista afroamericano, una delle più rilevanti personalità dell’intera storia del jazz. Pensando al dedicatario, un percorso in piano solo potrà sembrare strano, eppure, svincolato dal suono del sassofono, il mondo musicale coltraniano ci apparirà in una veste differente, aperto a nuove suggestioni, in grado di evidenziare le qualità compositive del musicista di Hamlet, North Carolina, la città dove nacque il 23 settembre di un secolo fa. Il mondo compositivo di Coltrane verrà affrontato attraverso la tipologia dei brani: ci saranno pezzi legati alla più ampia ricerca armonica, quelli di carattere tonale-modale, altri che guardano alla musica extraoccidentale fino alle pagine dell’ultimo periodo, quello aperto alle linee espressive più radicali degli anni Sessanta. Questa è una vera novità, perché è rarissimo che l’universo coltraniano sia affrontato a tutto tondo: per realizzare un simile progetto occorreva un musicista di grande cultura e profondità espressiva, un artista senza pregiudizi, capace di portare nel suo linguaggio spunti provenienti da tutta la storia di Coltrane, cogliendo però con precisione i legami tra le varie fasi del suo cammino artistico. “Musicista per musicisti”, Paolo Birro si è diplomato prima in piano classico (nel 1987), poi in pianoforte jazz, quando già era una figura di primo piano della scena nazionale. Pianista essenziale, sa trasmettere emozioni attraverso un modo di suonare che va sempre al cuore della musica, come ben sanno i grandi musicisti che lo hanno voluto al loro fianco, da Enrico Rava a Lee Konitz, da Pietro Tonolo a Claudio Fasoli e, ancora, Buddy De Franco, Bobby Watson, Mauro Negri, Johnny Griffin, Sandro Gibellini e tanti altri. Birro ha suonato in numerosi festival e rassegne in Italia e all’estero e come didatta ha insegnato nelle più prestigiose istituzioni didattiche italiane. Attualmente è docente al Conservatorio di Vicenza.
Infine spazio alla pianista e compositrice Eugenia Canale e al suo Rebus Quartet, completato da Guido Bombardieri (sassofono e clarinetto), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso) e Roberto Paglieri (batteria). Turandot, l’ultima opera di Giacomo Puccini, che come tutti sappiamo il Maestro non terminò, è al centro della musica di questa formazione, che ha pubblicato per l’etichetta Abeat la sua versione per quartetto jazz di alcune arie del capolavoro pucciniano, tra cui la celeberrima Nessun dorma. Lo sguardo dei jazzisti all’opera non è nuovo, ma qui l’originalità risiede nell’aver elaborato le arie seguendo parte dell’articolato percorso storico del jazz, quindi riproponendole attraverso rimandi a stili quali il Bebop, il New Orleans, la libera improvvisazione, il funky-blues e altri ancora. Una varietà ottenuta agendo sulla componente ritmica e timbrica dei pezzi e lasciando inalterata, e riconoscibile, la parte armonica e quella melodica, a dimostrazione della modernità della concezione musicale di Puccini. L’occasione di ascoltare questa versione jazzistica di un capolavoro della storia del melodramma è, quindi, un evento importante. Eugenia Canale, pianista di doppia formazione (classica e jazzistica), è uno dei nuovi volti del jazz italiano al femminile e svolge attività sia in ambito eurocolto, soprattutto nella dimensione cameristica, sia in quello jazzistico. Dotata di sicura tecnica, di un linguaggio elegante e comunicativo e di uno swing coinvolgente, si è circondata di musicisti di assoluta esperienza, a cominciare da Guido Bombardieri, eclettico clarinettista e sassofonista, la cui lunga carriera lo ha visto al fianco di musicisti italiani e internazionali di primissimo piano. Tito Mangialajo Rantzer è un contrabbassista molto richiesto, soprattutto dagli esponenti della scena jazzistica più legata alla libera improvvisazione, ma vanta una solida esperienza in tutti gli stili del jazz. Infine, Roberto Paglieri è un batterista funzionale, dallo swing leggero ed efficace, che è stato al fianco di Franco Cerri nell’ultimo periodo di attività del grande chitarrista, di cui quest’anno si ricordano i cento anni dalla nascita.


LAGO D’ISEO JAZZ-LA CASA DEL JAZZ ITALIANO
DAL 19 AL 27 GIUGNO 2026 - Il programma della XXXIV edizione
Venerdì 19 giugno 
Iseo (Bs), sagrato della Pieve di Sant’Andrea, ore 21
Gianni Denitto
The Shadow Line
Gianni Denitto (sassofoni), Matilde Gori (tromba), Didier Yon (trombone), Alessandro Rosin (contrabbasso, Gabriele Peretti (batteria)

Sabato 20 giugno
Iseo (Bs), sagrato della Pieve di Sant’Andrea, ore 21
Giovanni Falzone Freak Machine
Giovanni Falzone (tromba, voce, elettronica), Giuseppe La Grutta (basso elettrico), Andrea Bruzzone (batteria)

Giovedì 25 giugno
Iseo (Bs), lido di Sassabanek, ore 21
Marco Mariani Quintetto
Cento anni di Miles Davis - La musica del secondo quintetto
Marco Mariani (tromba), Rudi Manzoli (sax tenore), Samuele Lindo (pianoforte e tastiere), Margherita Carbonell (contrabbasso), Daniele Delfino (batteria)

Claudio Angeleri Sestetto
From Be to Pops
Claudio Angeleri (pianoforte), Paola Milzani (voce ), Gabriele Comeglio (sassofoni), Michele Gentilini (chitarra), Marco Esposito (basso elettrico), Matteo Milesi (batteria)

Venerdì 26 giugno
Predore (Bg), auditorium civico San Giovanni Battista, ore 21
Enrico Intra Group
IN-TRA In Duo
Enrico Intra (pianoforte), Lucia Filaci (voce), Giacomo Serino (tromba), Vittorio Cuculo (sassofoni), Arabella Rustico (contrabbasso), Daniel Besthorn (batteria)

Sabato 27 giugno
Palazzolo sull’Oglio (Bs), Parco delle Tre Ville, ore 21
Eugenia Canale Rebus Quartet
Turandot
Eugenia Canale (pianoforte), Guido Bombardieri (sassofono e clarinetto), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso), Roberto Paglieri (batteria)

Paolo Birro piano solo
Tributo a John Coltrane nel centenario della nascita (progetto speciale del festival)
Paolo Birro (pianoforte)

Tutti i concerti sono a ingresso libero.
Direzione artistica e introduzione ai concerti: Maurizio Franco.
Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio – Sviluppo Turistico Lago D’Iseo Sassabanek.
Amplificazione e luci: CDpM Sound and Light.
Lago d’Iseo Jazz utilizza pianoforti San Michele e batterie Le Soprano.
Media partner: Rai Radio Tre.
Con il patrocinio di MIDJ, Musicisti Italiani di Jazz.

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