Mostra d'Arte: Marina Abramović. "Transforming Energy"

Gallerie dell’Accademia di Venezia, fino al 19 ottobre 2026

Mario Carchini
13/05/2026
Arte e Cultura
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Alle Gallerie dell’Accademia di Venezia l'arte contemporanea incontra il Rinascimento in una delle esposizioni più attese del 2026. Fino al 19 ottobre, la grande mostra d'arte "Transforming Energy"consacra Marina Abramović come prima artista donna vivente a essere celebrata con una personale di tale portata nello storico museo veneziano. L’evento, organizzato in concomitanza con la 61ª edizione della Biennale di Venezia, coincide inoltre con l’ottantesimo compleanno dell’artista, figura centrale della performance art internazionale. Curata da Shai Baitel, la mostra si sviluppa eccezionalmente sia negli spazi destinati alle esposizioni temporanee sia nelle sale della collezione permanente delle Gallerie, instaurando un dialogo diretto tra l’opera radicale di Abramović e i grandi maestri del Rinascimento veneziano. Il percorso espositivo ruota attorno ai temi della trasformazione, dell’energia e della relazione tra corpo e spirito. I visitatori saranno coinvolti in prima persona attraverso i celebri Transitory Objects: letti, sedute e strutture in pietra arricchite da cristalli di quarzo e ametista, concepiti per attivare quella che l’artista definisce una “trasmissione di energia”. Non più semplici spettatori, dunque, ma partecipanti chiamati a vivere un’esperienza di osservazione lenta e immersiva. Accanto alle nuove produzioni realizzate appositamente per Venezia, saranno presentate alcune delle opere più iconiche dell’artista: Rhythm 0 (1974), Imponderabilia (1977), Light/Dark (1977), Balkan Baroque (1997) e Carrying the Skeleton (2008). Video e proiezioni documenteranno decenni di ricerca sul limite fisico, sulla vulnerabilità e sulla resistenza del corpo umano. Tra i momenti più significativi dell’esposizione spicca il confronto tra Pietà (with Ulay) del 1983 e la celebre Pietà di Tiziano, realizzata intorno al 1575 e completata da Palma il Giovane. A 450 anni dal capolavoro, il dialogo tra le due opere rilegge il tema del dolore e della redenzione attraverso una sensibilità contemporanea, riaffermando il corpo come luogo di sofferenza ma anche di elevazione spirituale. L’allestimento assume un significato particolare proprio a Venezia, città storicamente legata al commercio di materiali preziosi e alla tradizione musiva. L’impiego di quarzo, ametista e altri elementi naturali nelle installazioni di Abramović richiama infatti la dimensione simbolica e alchemica della cultura veneziana, creando un ponte tra antiche pratiche spirituali e linguaggi artistici contemporanei.
Con "Transforming Energy", Marina Abramović non propone soltanto una retrospettiva, ma un’esperienza di partecipazione profonda. La mostra d'arte invita a rallentare, a sostare, a vivere un’osservazione prolungata e consapevole, trasformando il museo in uno spazio di presenza e meditazione. Un progetto destinato a segnare uno dei momenti più importanti della stagione artistica veneziana del 2026 e a confermare ancora una volta il ruolo centrale di Abramović nella storia dell’arte contemporanea.  Nota critica del Prof. Mario Carchini, docente dell'Accademia di Belle Arti di Carrara.

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