Enrico Oricco - “Quello che non sai di me”
Enrico Oricco presenta un horror provocatorio e profondamente anticonvenzionale, che riscrive il mito del vampiro allontanandolo da ogni immaginario romantico, e che mette continuamente in discussione il confine tra mostruosità e umanità. Il protagonista dell’opera è un antico vampiro lucido, manipolatore e disincantato, che porta avanti un disturbante e claustrofobico confronto con tre giovani illusi di dominarlo. Il romanzo è in campagna di crowdfunding sul sito della casa editrice bookabook.
Casa editrice: bookabook
Genere: Horror psicologico
Pagine: 316 ca.
Prezzo: 17,00 €
«Pensano di sapere. Credono di credere. Io invece, intanto, ascolto ed aspetto. Annuso l’aria e pianifico la mia prossima mossa. So già molte cose»
“Quello che non sai di me” di Enrico Oricco ci racconta cosa accadrebbe se una creatura considerata mostruosa, in questo caso un vampiro, decidesse di confessarsi e di demolire, uno dopo l’altro, tutti i miti che la cultura popolare ha costruito sulla sua razza.
L’autore ci conduce in una narrazione oscura e destabilizzante, dove la figura del vampiro viene privata di ogni fascinazione romantica per assumere contorni molto più inquieti, brutali e perfino filosofici. Il protagonista dell’opera, Oreste Thaneri, è un vampiro dalle origini antichissime, che viene sequestrato da tre ragazzi desiderosi di studiarlo, documentarlo e comprenderne la complessa natura.
Oreste, in realtà, si è fatto catturare, forse per noia; ben presto, i carnefici si trasformeranno in vittime, perché il vampiro ribalterà la situazione ammaliandoli con i suoi racconti, che attraversano secoli di storia, superstizioni e violenza umana.
La creatura immortale di Enrico Oricco non seduce con il fascino decadente tipico della tradizione vampirica, ma con l’intelligenza feroce di chi ha osservato l’umanità per migliaia di anni, senza mai smettere di disprezzarla e di comprenderla allo stesso tempo.
“Quello che non sai di me” gioca continuamente sul confine tra horror, noir psicologico e riflessione esistenziale; tramite dei monologhi taglienti, porta il lettore a interrogarsi sul peso insostenibile dell’immortalità. Dietro la ferocia di Oreste emerge infatti una spossante stanchezza esistenziale, e la condanna di chi ha attraversato i secoli assistendo alla ripetizione continua delle stesse paure, degli stessi errori e delle stesse ossessioni.