MAC Museo d'Arte Contemporanea "Dino Formaggio"

Palazzetto dei Vicari, Teolo (PD)

Mario Carchini
05/05/2026
Arte e Cultura
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Nel cuore dei Colli Euganei, il MAC, Museo d'Arte Contemporanea Dino Formaggio, si afferma come un presìdio artistico culturale del territorio, nato dall’incontro tra visione intellettuale e impegno istituzionale. L’apertura al pubblico, avvenuta nell'anno 1993, segna l’esito di un progetto costruito nel tempo grazie al contributo determinante del filosofo, professore Dino Formaggio e dell’Amministrazione Comunale di Teolo (PD). Alla base della fondazione del museo vi è un gesto di straordinaria generosità, il lascito di opere appartenute allo stesso Formaggio, arricchito da numerose donazioni di artisti che con lui avevano condiviso relazioni personali e professionali. Un patrimonio che non nasce dunque da acquisizioni occasionali, ma da una rete viva di rapporti culturali, costruita nel corso di decenni di attività nel campo dell’estetica e della critica d’arte. Figura centrale del pensiero filosofico del novecento, Dino Formaggio è stato professore emerito all’Università degli Studi di Milano e ha ricoperto incarichi di primo piano anche presso l’Università di Padova, dove fu docente di Estetica, preside di Facoltà e prorettore. Il suo legame con Teolo, dove visse tra gli anni Sessanta e Ottanta, si tradusse in un rapporto profondo con il territorio, destinato a lasciare un segno duraturo. Proprio grazie a questa relazione e alla fiducia riposta nell’ente pubblico, nacque l’idea di dare una sede stabile alle opere donate. Il museo si configura così come risposta concreta alla volontà di conservare e rendere accessibile un patrimonio artistico di grande valore, affidato al Comune con la precisa condizione di garantirne la fruizione pubblica. Oggi la collezione del MAC comprende circa 300 opere tra dipinti e sculture del novecento, offrendo uno spaccato articolato dell’arte contemporanea. Tra gli autori italiani spiccano nomi di rilievo come Aligi Sassu, Renato Birolli, Fiorenzo Tomea, Tono Zancanaro e Carmelo Cappello, accanto a figure come Tito Gasparini, Anna Caser, Ernesto Marchesini, Marco Berlanda e Guido Pigozzi. Non meno significativa è la presenza internazionale, con artisti quali Vilim Sveçniak, Gugo Manizer, Sylvain Nuccio, A. Bartolomeo Trombini e la messicana Julia López, a testimonianza dell’ampiezza delle relazioni culturali attivate da Formaggio. Il museo non è soltanto uno spazio espositivo, ma anche un luogo che racconta una storia: quella di un intellettuale che ha saputo trasformare il proprio percorso accademico e umano in un’eredità condivisa. In questo senso, il MAC “Dino Formaggio” rappresenta un esempio emblematico di come la collaborazione tra istituzioni e protagonisti della cultura possa generare valore duraturo, rendendo l’arte accessibile e radicata nel territorio. A oltre trent’anni dalla sua inaugurazione, il museo continua a essere un punto di riferimento per studiosi, appassionati e visitatori, custodendo una collezione che riflette non solo le tendenze artistiche del novecento, ma anche una visione dell’arte come bene pubblico, capace di unire memoria, ricerca e comunità. Nota descrittiva del Prof. Mario Carchini, docente dell'Accademia di Belle Arti di Carrara.

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