Con la pubblicazione della silloge “Sulla mia strada”, Antonio Di Legge invita il lettore a intraprendere un viaggio introspettivo e collettivo al tempo stesso. L’opera - pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore - si presenta come una riflessione profonda sul senso del vivere comune, dove l’incontro con l’altro non è visto come un limite, ma come un dovere morale di accoglienza assoluta. Attraverso i suoi versi, l’autore esprime l’esigenza di condividere lo spazio e il tempo che ci sono concessi, promuovendo una visione dell’umanità libera da gerarchie, distanze o presunzioni di superiorità. «La comunione e la condivisione, in nome dell’amore - afferma l’autore abruzzese, che vive ad Avezzano (L’Aquila) - non significa calcare la stessa strada poiché tutte le esperienze, positive o negative che si fanno, restano di carattere individuale». Come sottolinea Di Legge, la vita è paragonata a una scalata verso una cima, un percorso dove le sofferenze personali non devono mai essere trasformate in pesi da scaricare sulle spalle di chi ci cammina accanto o ci segue: questo è il primo passo verso una vera fratellanza. Qui, la fede, l’amore e l’amicizia non sono semplici concetti astratti, ma gli unici strumenti concreti capaci di scardinare l’egoismo e generare una comunione autentica tra gli uomini. «Sulla mia strada è un invito alla riflessione - scrive, nella Prefazione, il poeta, editore e formatore Giuseppe Aletti -, un esercizio di coscienza, un dialogo aperto con sé stessi e con chi legge. Non chiede solo di essere letto, ma di essere sentito. E quando questo accade, lascia il segno».
L’ispirazione affonda le radici in una fede profonda, capace di trasformare gli stati d’animo più intimi - dalla solitudine alla gioia, dalla nostalgia al dolore - in parole che vibrano di un’eco universale: «Ciò che mi ha spinto a comporre è stata la mia elevata tensione alla ricerca della mia spiritualità». La scrittura diventa, così, il mezzo privilegiato per permettere a chi legge di abitare le stesse emozioni dell’autore, creando un’armonia perfetta tra la mente e il cuore. «Mi attrae il tema di quell’istante spinto dalla ricerca delle parole - confessa il poeta -, poiché è la parola il mezzo che fa vivere le nostre stesse emozioni a quanti ci leggono». Questa ricerca di equilibrio non si esaurisce nella poesia, ma trova un naturale prolungamento nella sua produzione pittorica, definita “Spiritual Art”. Lo stile dell’autore si configura come un universo personale e rigoroso, dove la rima e la metrica fungono da pilastri strutturali; la sua scrittura si distingue per la capacità di elevare il linguaggio quotidiano, conferendo a parole comuni una profonda intenzionalità comunicativa e un peso specifico che va oltre il senso letterale. La silloge è, dunque, il racconto di un cammino personale che rispetta e valorizza la singolarità di ogni individuo: che si tratti di familiari, amici o compagni di viaggio occasionali, ognuno deve essere libero di procedere sulla propria via. Il sogno dell’autore è che questa idealità non resti chiusa tra le pagine di un libro, ma possa ispirare i lettori a tradurre la condivisione e l’empatia in una pratica quotidiana: «Poco importa che la porta sia stretta, che la lista delle pene sia lunga. Sono padrone del mio destino, sono Capitano della mia anima».
“Sulla mia strada”, disponibile anche nella versione e-book, sarà in esposizione negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026. «Questo momento così culturale ed emozionante - conclude Antonio Di Legge - mi spinge a sperare, con umiltà, che venga compreso ciò che scrivo in rima. Mi rimetto alla sensibilità di quanti mi leggeranno».