Con 162 voti a favore, 102 contrari e un astenuto la Camera ha approvato in via definitiva il decreto legge sicurezza. La seduta è stata sospesa per consentire lo svolgimento della Conferenza dei capigruppo, chiamata a ridefinire il calendario dei lavori per la prossima settimana.
''Io sono qui per il decreto sicurezza, poi c'è il Consiglio dei ministri e poi torno in ufficio per il caro carburanti. Oggi è una bella giornata nonostante i problemi a livello mondiale perché questo decreto sicurezza entra in positivo nelle case degli italiani e sulle strade percorse dagli italiani'', aveva commentato il vicepremier Matteo Salvini entrando nell'aula della Camera per il voto.
Le dichiarazioni di voto si erano chiuse verso le 7.30 di stamattina. L'aula alla Camera è andata avanti per tutta la notte, al netto delle pausa tecniche, con gli interventi dell'opposizione. Dopo un'ultima sospensione, i lavori sono ripresi per il voto finale sul provvedimento.
E' stato soprattutto il gruppo del Partito democratico ad animare la seduta fiume. Nella notte sono stati registrati 106 interventi in aula, di cui 58 del Pd. Negli interventi delle deputate e dei deputati democratici è stato sottolineato come il decreto rappresenti "la certificazione del fallimento dell’azione del governo Meloni: siamo già al quarto decreto in materia, prova dell’inefficacia delle misure adottate".
Nel mirino anche la linea dell’esecutivo, giudicata "sempre uguale a sé stessa: nuovi reati e pene più alte, senza rispondere ai bisogni reali di sicurezza di cittadini e territori". Critiche infine al metodo, con "strappi e forzature che hanno compresso il dibattito parlamentare fino al paradosso di una Camera chiamata a votare una norma ritenuta incostituzionale’. Il risultato, per il PD, è un ‘pasticcio istituzionale senza precedenti".
Nel corso del dibattito i democratici hanno inoltre richiamato più volte i principi costituzionali sottolineando come sia "profondamente sbagliato colpire i fondamenti della democrazia, a partire dal diritto al dissenso".