Ruby ter, gup vuole frazionamento

Atti divisi per competenza territoriale

Gianluca Vivacqua
30/04/2016
Attualità
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Spacchettamento.

Un modus operandi contro cui avrebbero brandito le lance i giudici accentratori dello storico pool antimafia di Palermo. Ma è precisamente la parola d’ordine stabilita dal gup del tribunale di Milano, Anna Laura Marchiondelli, in merito alla gestione del processo Ruby ter. In mezzo ai riflettori, come è ben noto, Silvio Berlusconi; con lui, a condividere le stesse tribolazioni giudiziarie, altre trenta persone. Corruzione in atti giudiziari: tutti sulla stessa barca, in fondo, anzi sulla stessa zattera di Caronte, ma anche no.

Perché la proposta della Marchiondelli è proprio quella di imporre a Caronte il trasporto di color che son sospesi tra condanna e scagionamento in gruppi separati. Il principio è quello della spartizione degli atti per competenza territoriale. Un principio che vale per tutti i personaggi coinvolti nella vicenda, ma non per l’ex premier, che si troverà ad essere imputato, più o meno contemporaneamente, in tutte le sedi in cui il processo verrà frazionato. E che, lo ricordiamo, ha per oggetto i pagamenti disposti a favore delle Olgettine dal novembre 2011 al marzo 2015, per comprarne la falsa testimonianza nei processi Ruby e Ruby bis. In totale alle ragazze ospiti delle ormai famigerate cene eleganti di Arcore sono stati versati 3 milioni di euro.

Ecco una mappa delle città (e delle relative procure) che saranno teatro delle sedute processuali. Naturalmente Milano, la capofila, dove gli inquirenti si occuperanno della sorte di 16 imputati (oltre che, come detto, di Berlusconi); poi, in ordine di collocazione geografica da nord a sudTorino, Monza, Treviso, Siena, Roma e Pescara.

In tutte queste piazze giudiziarie l’ex Cavaliere sarà, come accadeva in tempi ben più felici, capolista, ma non certo per raccogliere voti a man bassa come fossero pacchi di denaro.

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