Ecuador, le misure post-terremoto

Annunciate dal presidente Correa

Gianluca Vivacqua
29/04/2016
Dal Mondo
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Aumento dell’iva.

E introduzione di una tassa sugli utili per fronteggiare i danni causati dal recente, terribile terremoto. Sono queste le misure decise dal presidente Correa ad una settimana di distanza dall’apocalypse day (sabato 16 aprile) che ha messo in ginocchio l’Ecuador.

Scendendo più nel dettaglio, l’iva passerà dal 12% al 14% in un anno. La progettata (e annunciata) tassa sugli utili varrà invece una tantum: ci sarà un prelievo pari al 3% su di essi, accompagnato da un addebito aggiuntivo dello 0,9% a carico degli ecuadoregni titolari di un patrimonio superiore al milione di dollari. Naturalmente (si tratta pur sempre di misure di emergenza, in un momento di estrema emergenza) il governo non si esimerà dal mettere mano agli stipendi, proporzionalmente alla loro entità: si parte da un reddito minimo pari a 1000 dollari mensili

Il terremoto, che secondo le stime più aggiornate ha causato la morte di 570 persone e il ferimento di una “popolazione nella popolazione” pari a 2500 unità, è stato un vero e proprio cataclisma di grado 7,8 Richter.  Ha avuto il suo epicentro nella parte settentrionale della costa affacciata al Pacifico (province di Esmeraldas e Manabi), ed è stato avvertito abbastanza chiaramente anche nel nord del Perù e nel sud della Colombia.  I cronisti annotano che, nel paese sudamericano, si tratta del più devastante evento tellurico dall’ormai lontano 1979.

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