E’ un itinerario poetico e spirituale “La musica della mia vita” di Roberto Porrati. L’opera - pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore - si configura come un nudo viaggio introspettivo, un’autoanalisi condotta attraverso la forza evocativa del verso, capace di scandagliare gli abissi dell’animo umano e di restituire senso all’esperienza vissuta. «La vita - afferma l’autore che vive a San Mauro Torinese (Torino) - è capace di offrire sfide verso vette altissime e sprofondi pericolosi, sussurrare pensieri dolcissimi e lacerare con dolori tremendi, chiederti il coraggio di accettare l’assolo, ma anche di fonderti in una orchestra. La vita è un fremito che la musica coglie splendidamente e, poi, la poesia è anche musica per sua natura».
Nei versi, il ritorno ai luoghi dell’adolescenza non è un semplice esercizio di nostalgia, ma il punto di partenza di una riflessione che abbraccia l’intera esistenza dell’autore: dagli affetti più cari - come l’incontro con la moglie - fino alle crisi esistenziali sorte precocemente durante l’infanzia. «Per me è naturale usare il verso, capace con una sola immagine di entrare nel profondo delle situazioni, anche quelle che hai nascosto e che fai emergere come gioia o sofferenza e, comunque, come liberazione». Nel cuore pulsante dell’opera, Porrati, diacono nella diocesi di Torino, descrive con onestà disarmante il momento della sua conversione: non una ricerca deliberata, ma un incontro travolgente e inaspettato che ha scosso le fondamenta del suo essere. L’autore non nasconde il trauma di quella che definisce una “polverizzazione” delle proprie sicurezze, un passaggio attraverso un’angoscia profonda, un “inferno interiore” che solo a posteriori si è rivelato essere l’alba di una nuova vita in Cristo. La poesia diventa, così, il resoconto di un percorso doloroso ma necessario, che conduce alla scoperta di un amore unico e universale quale motore di ogni azione e relazione umana. «Ho sempre cercato di porre l’amore come fondamento della mia vita, accettando anche la sofferenza insita nel misurarsi con la realtà o il ricordo».
La sua produzione letteraria è intrinsecamente legata al suo ministero e alla sua ricerca teologica, unendo la profondità della riflessione spirituale alla concretezza del servizio verso gli ultimi e i sofferenti. «Chi legge troverà una voce che non posa la domanda - scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore - e non chiude le ferite con semplicistica retorica, ma le guarda, le lascia respirare, come una canzone al secondo ascolto». Porrati traspone nei suoi versi la ricchezza di un’esperienza umana a contatto con la fragilità, in cui la poesia è uno strumento di liberazione, capace di far emergere verità nascoste: «Vorrei trasmettere al lettore che l’amore è una cavalcata straordinaria, piuttosto complessa e un po’ pazza, ma irrinunciabile e capace di cambiare il mondo».
“La musica della mia vita”, disponibile anche nella versione e-book, sarà in esposizione negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026. «Io sono torinese e il rapporto con il Salone del Libro è viscerale - commenta il poeta -. Non avrei mai pensato di esporre una mia opera in un contesto così rilevante. Sarà curioso presentarmi al box della Aletti e chiedere se per caso hanno esposta una raccolta che è La musica della mia vita di un certo Roberto Porrati. Magari scoprirò chi sono veramente».