“Stavo partendo per l'Italia, ero sull'aereo, ho chiamato Malagò e gli ho detto ‘Guarda che tu devi prendere in mano la situazione del calcio italiano perché nessuno può farlo meglio di te. Sei un imprenditore, sei stato al Coni, hai creato il circolo più importante d'Europa, hai venduto Ferrari, Rolls Royce, Maserati a tutto il mondo' ". Lo ha detto il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, prima dell’Assemblea straordinaria della Lega Calcio Serie A, in cui i club incontreranno - oggi, lunedì 20 aprile - l’ex presidente del Coni Giovanni Malagò, candidato scelto dalle società della massima serie per le elezioni Figc del 22 giugno.
De Laurentiis ha aggiunto, sempre in riferimento a Malagò: “È un grande sportivo, ha sempre giocato a calcetto. L’unico difetto è che è innamorato della Roma, ma pazienza. Sopporteremo anche questo". E ancora: "Siamo stanchi di essere portati per mano da persone che interpretano i ruoli istituzionali per avere un proprio prestigio. E non va bene, perché nella vita io dico sempre che la cosa più importante è lavorare, ma per poter lavorare bisogna sapere. E nessuno più di un imprenditore che fa impresa e che non fa presa può aggiustare le cose che non funzionano. Il signor Malagò, dal mio punto di vista, è il benvenuto. Lo aspettiamo, alle tre avremo le idee più chiare e ci spiegherà anche le sue. Speriamo che collimino con le nostre. Dopodiché andremo avanti, perché il calcio in Italia va rifondato”.
Il presidente del Napoli ha poi parlato del presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, l'altro 'candidato' alla presidenza della Figc insieme a Malagò: “Abete è un carissimo amico. È un signore che rispetto, il fratello è socio in una delle mie società, però dal mio punto di vista non è una persona adatta a fare questo lavoro. Magari lui si risentirà di queste affermazioni, ma nella vita siamo abituati a esprimere un pensiero in democrazia”.
In chiusura, una riflessione sul calcio in Italia: “Mi prendono per visionario, io sono arrivato dal cinema nel 2004 e da lì ho sempre rotto le scatole dicendo che è tutto vecchio, che i bambini non guarderanno più il calcio e che stiamo sbagliando tutto. Però nessuno ti ascolta, perché ognuno è con il sedere fortemente incollato alla propria poltrona. E non gli si stacca, non c'è niente da fare”.