Mostra d'Arte: "Georg Baselitz". AVANTI !

Museo Novecento, Firenze dal 25 marzo al 13 settembre 2026

Mario Carchini
03/04/2026
Arte e Cultura
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Con Georg Baselitz. AVANTI !, il Museo Novecento propone una mostra d'arte ambiziosa che, almeno nelle intenzioni, mira a restituire la complessità di uno dei protagonisti più controversi dell’arte contemporanea, Georg Baselitz. Il progetto espositivo, realizzato in collaborazione con lo studio dell’artista, si distingue per l’ampiezza del percorso espositivo, circa 170 opere tra stampe, dipinti e sculture distribuite sui tre piani del museo e per una scelta curatoriale precisa, riportare al centro l’incisione, spesso marginalizzata nella ricezione critica di Baselitz; questa attenzione al medium grafico risulta uno degli aspetti più convincenti della mostra. Nell’incisione, infatti, la pratica di Baselitz si rivela nella sua dimensione più processuale e meno spettacolare, il segno si fa scavo, ripetizione, resistenza materiale. Tuttavia, proprio questa focalizzazione rischia a tratti di apparire come un tentativo di riequilibrare un’immagine ormai canonizzata dell’artista senza riuscire del tutto a problematizzarla. Il percorso, pur ricco, sembra infatti oscillare tra l’intento di rilettura critica e una narrazione celebrativa che finisce per attenuare la portata realmente sovversiva del suo lavoro. Baselitz resta una figura chiave del secondo dopoguerra europeo, nato nel 1938 come Hans-Georg Kern, il suo vero nome, cresciuto tra le macerie della Germania postbellica, ha costruito un linguaggio fondato sulla distruzione e sulla negazione. Il gesto più noto, il rovesciamento delle immagini, continua a essere presentato come atto radicale, ma oggi appare, inevitabilmente  storicizzato, quasi neutralizzato dalla sua stessa fortuna. Se negli anni Sessanta e Settanta quel gesto destabilizzava lo sguardo, costringendo a una rifondazione percettiva, oggi rischia di essere recepito come cifra stilistica riconoscibile, più che come dispositivo critico attivo. La mostra d'arte affronta questo nodo solo parzialmente. Da un lato, insiste sull’idea di arte come processo e trasformazione, dall’altro non sempre riesce a sottrarre Baselitz a una lettura mitizzante, che lo consacra definitivamente nel pantheon dei grandi ma ne smussa le contraddizioni. In questo senso, l’allestimento appare talvolta più orientato alla conferma che alla messa in crisi. Interessante, invece, è il capitolo dedicato al rapporto con Firenze. Il soggiorno del 1965, grazie alla borsa di studio Villa Romana e i successivi ritorni fino alla mostra del 1988 a Palazzo Vecchio, vengono riletti come momenti cruciali di confronto con una tradizione pittorica anticlassica. Il dialogo con Rosso Fiorentino, Domenico Beccafumi e Jacopo da Pontormo apre uno spiraglio interpretativo più fertile, suggerendo una genealogia meno ovvia della sua deformazione figurativa. Qui la mostra riesce effettivamente a spostare lo sguardo, sottraendo Baselitz a una lettura esclusivamente tedesca e inserendolo in una traiettoria europea più stratificata. Resta però una domanda di fondo: quanto è ancora destabilizzante Baselitz oggi? AVANTI ! sembra suggerire un avanzamento, ma il percorso espositivo appare più come una retrospettiva consolidante che come una vera riattivazione critica. La forza dell’artista, quella di demolire la tradizione per rigenerarla, emerge con evidenza, ma è una forza ormai storicizzata, forse più da contemplare. Nota critica del Prof. Mario Carchini, docente dell'Accademia di Belle Arti di Carrara.

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