“Di qua dal sole”. La danza esistenziale tra luci e ombre

23/03/2026
Libri
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“Di qua dal sole”, la nuova silloge di Antonella Proietti, si muove nell’intercapedine sottile tra l’eterno e la fragilità della condizione umana. L’opera, pubblicata nella collana “Altre Frontiere - Britannia” dell’Aletti Editore, non è solo una raccolta di versi, ma un vero e proprio manifesto dell’arte, intesa come missione e fine ultimo dell’esistenza. «L’idea del titolo - racconta l’autrice che vive a Roma - nasce da una delle poesie, in cui vedevo immagini diverse secondo l’illuminazione del sole, al di là e al di qua di un solco nella terra». La poetica della Proietti si configura come una danza che oscilla tra luce e ombra: da un lato lo slancio verso l’assoluto, dall’altro l’inevitabile scontro con la finitudine del tempo. Proprio in questo attrito nasce la ricerca di senso che definisce l’arco vitale dell’autrice. «La mia silloge nasce dal mio modo di vedere la realtà, molto mediato dalle immagini, che per me sono poesia. La poesia è un’urgenza dell’anima, che così si esprime e tocca altre anime». Per Antonella Proietti, scrivere significa distillare il tempo per estrarre significati che diventino risposta e sprone di fronte alla sfida di ogni nuovo giorno. Sotto il profilo stilistico, l’opera predilige il verso libero, strumento di una libertà espressiva che rifugge il banale attraverso una ricerca lessicale accurata e mai scontata. La rima, quando compare, non è un esercizio di stile, ma un’epifania spontanea che asseconda il ritmo del pensiero. «È una poesia - scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore - che punta con autenticità alla chiarezza dell’immagine e alla sincerità del sentimento».

L’opera celebra un sacerdozio dell’arte dove la creazione poetica diventa l’unica fonte di salvezza e l’unico scopo possibile, offrendo al lettore - sia in lingua originale che nella versione inglese, tradotta in collaborazione con SSML Istituto di Alti Studi Linguistici Carlo Bo - un viaggio profondo nei territori dell’anima.Se la poesia è ricerca di senso, infatti, il suo messaggio non può restare confinato entro i perimetri di una sola lingua. «Tradurre l’opera in inglese - spiega l’autrice - è legato sia al desiderio di ampliare il numero dei lettori, sia al fatto di avere degli amici inglesi che non riescono a cogliere fino in fondo il senso delle mie poesie». L’autrice non impone una verità, ma la sua penna diventa una lente attraverso cui osservare la realtà: «Quello che voglio trasmettere al lettore è il mio sguardo sul mondo, che può coincidere con il suo o indurlo a guardare da un altro punto di vista». Così, la poetica di Antonella Proietti diventa un atto di generosità intellettuale, l’offerta di un punto di vista che non vuole convincere ma vuole creare connessioni, trasformando l’osservazione privata del poeta in un’esperienza universale e trasformativa per il lettore.

“Di qua dal sole”, disponibile anche nella versione e-book, sarà in esposizione negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026. «Credo che sia il desiderio di ogni scrittore - commenta la Proietti -, ma sono anche spinta dalla curiosità di esplorare il “dietro le quinte” di questa manifestazione».

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