Una conferenza trilaterale.
Vi prenderanno parte l’Iran col Pakistan e l’Afghanistan per discutere le prospettive di pace nel paese dell’oppio e dei papaveri. Promotore dell’importante iniziativa diplomatica è stato, naturalmente, il Pakistan, che, offeso per l’ennesima volta, e per l’ennesima volta, e in modo profondo, dalla violenza jihadista, continua ad individuare proprio nell’Afghanistan l’esecrabile vaso di Pandora da cui promanano gli insani germi del terrorismo islamico.
Il capo dello Stato iraniano, Hassan Rouhani, al termine di una visita di due giorni nella capitale pakistana, ha assicurato che Teheran è “completamente d’accordo” con la proposta, avanzata da Islamabad, che va nella direzione di intavolare colloqui pro-pace con il necessario coinvolgimento del governo di Kabul.
Il bilancio finale delle vittime di Lahore parla di 72 morti accertati e di più di trecento (320) feriti. L’attacco, com’è noto, è stato compiuto il giorno di Pasqua da un kamikaze in un parco pubblico, il Gulshan-e-Iqbal Park, dove si erano riunite molte famiglie cristiane per festeggiare la solenne festività della Resurrezione. Una trentina i bambini uccisi: al momento dell’esplosione suicida-omicida essi, come ha confermato anche alla tv pakistana un responsabile del governo della provincia del Punjab, si stavano divertendo con le installazioni ludiche e le attrezzature sportive presenti all’interno dello spazio verde.