Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia, è di nuovo nella bufera. Questa volta l’accusa è pesante: collusione mafiosa. Lo scandalo è nato da un articolo de Il Fatto Quotidiano che ha mostrato come Delmastro, pupillo di Giorgia Meloni, fosse sodale di una società, Le Cinque Forchette, di proprietà di Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia, esponente di spicco del clan camorristico di Michele Senese.
La notizia è giunta come un fulmine a ciel sereno, attirando le proteste dell’opposizione che ha chiesto alla premier Meloni di chiarire la posizione del suo collaboratore, il sottosegretario che si rallegrava di “non far respirare i mafiosi” e che adesso è accusato di rapporti di affari con un clan della camorra. Il Partito Democratico, in particolare, ha chiesto l’intervento della Commissione Antimafia, invitandola a esaminare gli atti sulla vicenda che riguarda non solo Delmastro, ma anche esponenti piemontesi di Fratelli d’Italia. Tutti accusati di aver dato vita a una società che ha intrattenuto rapporti d'affari con esponenti della famiglia Caroccia.
Delmastro ha respinto qualsiasi insinuazione sulla sua genuinità. Si vanta e millanta di essere finito nel mirino della mafia per le sue battaglie, tanto da essere scortato per presunte minacce ricevute. Dice di aver saputo solo dopo che la ragazza, indagata e imputata di nulla, era figlia di un camorrista, occupata a gestire una società gastronomica in una città, come Roma, dove ormai la camorra ha messo solide radici, con investimenti in tutti i settori più remunerativi della città capitolina.
Delmastro ha spiegato di aver lasciato la società quando ha capito che la giovane era stretta familiare di un boss. Ma l’opposizione non ci casca e passa all’attacco: “Non è minimamente credibile che una ragazza di 18 anni agisca da sola come amministratore unico con il 50% delle quote di una società, è evidente che dietro di lei si muove il ben noto gruppo familiare. Delmastro vuole dirci di essersi accorto solo dopo una sentenza definitiva che Miriam Caroccia è figlia di un mafioso?”.
Il clan Senese, longa manus della famiglia camorristica dei Moccia di Afragola, da anni opera a Roma, mescolando affari puliti e affari sporchi, investimenti economici e attività illecite. La cosca è più volte finita sotto inchiesta per i suoi legami con Massimo Carminati, l'anima nera di Mafia Capitale. E adesso la presunta connivenza del sottosegretario alla Giustizia con una famiglia di malavitosi, getta altra ombra sul governo. Ma nonostante la richiesta di dimissioni del sottosegretario da parte della sinistra, Giorgia Meloni per ora tace. Come ha sempre fatto quando i suoi sodali sono finiti nei guai.