“Le Memorie del mare”. Versi che scavano nell’anima

17/03/2026
Libri
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Non è solo un libro di poesie, ma un’immersione profonda nelle acque del Mediterraneo e della costa crotonese, “Le Memorie del mare”, l’opera di Vincenzo Fabiani, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore e disponibile anche nella versione e-book. «Il mare - confessa l’autore, appassionato di archeologia, che vive a Crotone - l’ho sentito anche fisicamente sempre vicino nel corso della mia esistenza, sin da bambino; perché quasi tutte le mie estati le ho passate al mare; perché il mare nella sua continua mutevolezza mi invia messaggi insieme ad effluvi di salsedine; perché l’immergersi e il riposare sulle onde è un rituale che ho sempre esercitato». La raccolta è il diario di questo legame indissolubile in cui il corpo e lo spirito si rigenerano. 

Attraverso una lirica meditativa e colta, l’opera intreccia i fili del tempo sul piano personale, collettivo e filosofico: i primi amori, i volti della famiglia, la giovinezza che fiorisce sulla riva; l’archeologia di una terra magnogreca e i miti che ancora abitano gli abissi; la mutevolezza dell’acqua come simbolo del nascere e del dissolversi, specchio della caducità umana. «Il poeta - scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore - si trasforma in un archeologo dei sentimenti il quale mentre vive ordina per non perdere il senso di quello che sta attraversando». E anche la sua poesia scava nel passato, portando alla luce un reperto prezioso: la sua ingenuità, «perché - confessa l’autore - solo quando ci si libera dalle stratificazioni culturali e ambientali si recupera l’io poetico che crea il tutto dal nulla».

Con una scrittura che fonde rigore classico e urgenza emotiva, l’autore dimostra la sua capacità di leggere la realtà circostante con l’anima del poeta. «Ho avvertito da sempre il mio legame con la natura in cui immergersi e lasciarsi andare. La campagna, così come il mare, ha esercitato sempre il suo fascino e lo si vede nelle mie prime poesie, anche quelle che non fanno parte tutte di questa raccolta». Il poeta scava così a fondo nella propria intimità da toccare corde che appartengono a tutti. Quello che sembra un ricordo privato, dunque, diventa archetipo. In questo senso, l’io del poeta coincide con l’io del lettore e il particolare diventa universale attraverso la parola scritta che agisce come un catalizzatore: cristallizza un’emozione fugace in una forma che ciascuno può abitare: «L’individuo fa parte del tutto ed il suo sentire coincide con il sentire degli altri». 

Nelle pagine di Fabiani, ogni alba e ogni tramonto sono frammenti di un archivio vivente. Il mare parla, interroga e risponde, diventando il testimone di civiltà perdute e di sentimenti immortali. La sua voce è quella di un “eterno movimento” che trasforma il ricordo individuale in memoria condivisa, offrendo al lettore un viaggio catartico tra eros, bellezza e silenzio. «Vorrei trasmettere il mio io poetico, il mio sentire individuale, che si espande nel sentire degli altri». 

“Le Memorie del mare” sarà in esposizione negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026. «Per me significa avere l’occasione, in una vetrina così vasta e importante, di essere riconosciuto da chi potrà percepire la mia identità culturale».

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