Nazionale, brusco stop a Monaco

Impietoso poker subito ad opera della Germania in amichevole

Gianluca Vivacqua
30/03/2016
Sport
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Non accadeva dal 1995, 21 giugno.

Era la Germania ancora trascinata da Haessler, Reuter e Sammer, quella che da lì a un anno si sarebbe laureata campione d’Europa e che, da appena un anno, il Brasile aveva spogliato del titolo di campione del mondo. L’occasione era un torneo per il centenario della federazione svizzera: non accadeva da allora, dicevamo, che la Nazionale tedesca di calcio battesse quella italiana.  Allora, in quella notte di inizio estate a Zurigo, finì 2-0 per i teutonici, con rete-lampo del difensore Helmer al 3’ e una sfortunata autorete al 37’ dell’omologo avversario Paolo Maldini, uno dei punti di forza della squadra azzurra allora guidata da Arrigo Sacchi.

Ieri sera, invece (fischio d’inizio 20.45), all’ "Allianz Arena" di Monaco di Baviera, la Germania di Löw, da due anni nuovamente campione del mondo, ha letteralmente strapazzato un’Italia che, nonostante gli sforzi di Conte e uno zoccolo duro comunque abbastanza promettente, è davvero lontana parente della blasonata selezione che ad Usa ’94 aveva vinto un argento dopo un torneo mondiale esaltante e rocambolesco.

4-1, la differenza tra un germanico e un italico, avrebbe detto uno sceicco Ilderim se fosse vissuto in Baviera e se “Ben Hur“  fosse stato la storia di un principe tedesco. In effetti, 4-1 è stato proprio il punteggio finale di un’amichevole di lusso che, contrariamente al solito ( e diciamo questo alla luce del ragionamento che avevamo fatto qualche pezzo fa), i nostri beniamini hanno toppato. Si trattava dell'ultimo impegno ufficiale prima di Euro 2016

Troppo e troppo marcato il divario tra loro e noi, e fin dai primi minuti oltretutto. Padroni di casa in vantaggio al 24’ con un forte tiro di interno destro da fuori del centrocampista Kroos; al 32’ gli azzurri provavano a rispondere con un tiro a volo del partenopeo Insigne, ma proprio allo scadere la Germania raddoppiava con un altro centrocampista, Götze, lesto a sfondare di testa in un interstizio tra Darmian e Florenzi.

Stesso copione nella ripresa: la Germania raddoppierà i due gol, con un contropiede del difensore Hector al 59’ e un rigore trasformato dal centrocampista Özil al 75’ (ma determinato dalla falciatura praticata da Buffon ai danni di Rudi). Per l’Itali, invece, un sensibile miglioramento in attacco a partire dal 68’, quando il romanista El Shaarawy rileva il centrocampista felsineo Giaccherini. E sarà proprio il Faraone a segnare, all’83’, il gol della bandiera azzurro.

Inutile per la storia della gara ma anche come scudo contro le critiche alla Nazionale di Conte: la peggiore mai vista in tutta la sua gestione, sentenzia la stampa in coro.

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