In “T’auguro di noi crepuscoli infiniti”, la parola scritta diventa l’unico strumento capace di ammansire il divenire, trasformando la fuga dei secondi in una stasi densa di significato. Giuseppe Salvatore, nella sua opera pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore, elegge il tempo a fulcro della propria indagine. «Il titolo della raccolta - svela l’autore nato a Vimercate e cresciuto ad Agrate Brianza (MB), funzionario della Pubblica Amministrazione nella vita - vuole essere un augurio per ogni essere umano, affinché resti in quella porzione fragile del tempo in cui le cose sono ancora, pur sapendo che non lo saranno a lungo. Al lettore ho chiesto di diventare coautore dei miei versi, affinché nelle mie parole possa riconoscersi».
Il libro “T’auguro di noi crepuscoli infiniti” sarà presentato giovedì 19 marzo 2026 a Vimercate (MB), alle ore 19.30, nello spazio eventi “Area Dima”. Oltre all’autore, è prevista la presenza dell’attore Valerio Ameli che declamerà i versi e di Flavia Scerbo Iose in qualità di moderatrice dell’incontro e founder di “Zero Contenuti”.
Che si tratti di affetti quotidiani o di visioni oniriche, ogni lirica funge, infatti, da specchio universale: una cronaca sentimentale dove la fragilità umana trova riscatto. Attraverso una metrica studiata per essere immersiva, l’opera conduce il lettore tra paesaggi che paiono immobili e volti segnati da una nobile caducità, dove i profumi riattivano memorie che si credevano perdute. «Ho cercato di giocare con le parole, affinché i versi siano specchi in cui guardarsi e scoprirsi a me accomunato dai medesimi dubbi, dalle medesime consapevolezze e impronte del sentire umano, per quanto fragile». L’opera si configura come un’indagine profonda sulla condizione umana e la sua intrinseca relatività. Al centro non c’è solo il tempo, ma il ciclo completo dell’esistenza: il calore dei legami (amore, amicizia, genitorialità) si scontra con l’ineluttabilità della perdita (fisica ed emotiva), della malattia e della morte. È una poesia che abita la nostalgia per trasformare il dolore in memoria, con uno stile intimista e memoriale, focalizzato sulla percezione sensoriale che si avvale di figure retoriche (similitudine, metafora, anafora e sinestesia) per ancorare l’universalità dei sentimenti, alternando la rima e la sua assenza. «La lingua - scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore - alterna consapevolmente registri diversi, il lirismo più alto convive con immagini domestiche, con figure familiari, con una concretezza che impedisce alla poesia di diventare mai compiaciuta o distante».
La scrittura di Giuseppe Salvatore trova il coraggio di abitare pienamente l’attimo perfetto. «Il tempo è da sempre l’epicentro dei miei pensieri. Se esso è un avversario che pare incontenibile, allora vale la pena abbracciarlo e godere della struggente bellezza che ha da offrire al suo apice: l’attimo che precede la fine». E poi ci sono i luoghi: corpi vivi che rendono la poesia un’esperienza abitabile. «Alcuni li ho vissuti, con una partecipazione emotiva tale da averli incastonati nella mia memoria sensoriale - racconta il poeta -. Altri luoghi, invece, sono frutto della mia fantasia, a cui ho dato forma attraverso i versi». Un invito coraggioso a celebrare l’istante che precede la fine, dove il tempo smette di essere avversario per farsi eterno: «Vorrei che il lettore potesse comprendere l’importanza di vivere intensamente i “crepuscoli” della propria vita e di riflettere su come spesso ciò che chiamiamo “fine” sia preceduta da un attimo in cui la nostra luce cambia forma».
“T’auguro di noi crepuscoli infiniti”, disponibile anche nella versione e-book, sarà in esposizione negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026. «È un sogno che prende forma. Il solo pensiero di poter condividere i miei versi, che sono sempre stati un rifugio emotivo, mi commuove e rende orgoglioso. Da ultimo, avendo scritto un romanzo che è in fase di revisione, potrebbe essere l’occasione per utili conoscenze nell’ambito letterario».