Roma 26 Feb.-“In occasione dell’inaugurazione dei nuovi spazi della Federazione Provinciale FAISA CISAL di Roma e Lazio, alla presenza del Segretario Generale della Cisal Francesco Cavallaro, il Segretario Generale Mauro Mongelli ha ribadito che le aggressioni ai danni dei lavoratori del trasporto pubblico locale rappresentano un fenomeno costante che richiede interventi immediati e concreti. È una responsabilità della mancata adozione di misure deterrenti riguarda governo, parlamento, regioni, comuni, aziende e tutti i soggetti che operano nei luoghi aperti al pubblico; la sicurezza non può essere una questione parziale né tanto meno più rinviabile. Alla luce della bollinatura del cosiddetto “Decreto Sicurezza”, emerge un fatto estremamente grave: sono state introdotte alcune misure, recepite anche grazie al lavoro svolto dal sindacato nei gruppi di lavoro in sede ministeriale, solo limitatamente al comparto ferroviario, lasciando esclusi tutti lavoratori del trasporto pubblico locale. Il segretario generale della cisal Francesco Cavallaro rilancia definendo incomprensibile una scelta che introduce una evidente disparità di tutele tra lavoratori che svolgono lo stesso servizio pubblico, a favore della cittadinanza, con identico contatto quotidiano con l’utenza e con analoghi livelli di rischio. Il Segretario Generale evidenzia: “come nel decreto risultino inseriti anche gli arbitri di tutte le manifestazioni sportive, senza alcuna distinzione come invece fatto nei confronti dei lavoratori della mobilità dove, evidentemente per il legislatore, esistono lavoratori di serie a e lavoratori di serie b, ai quali può essere negato un diritto fondamentale. “Gli fa eco ancora il Segretario Faisa: “escludere il TPL significa non cogliere la reale dimensione del fenomeno. La politica deve trasformare in legge, per tutto il personale della mobilità, le proposte già elaborate, da quasi un anno, nei tavoli istituzionali a cui partecipano ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ministero dell'interno, regioni, comuni, aziende e organizzazioni sindacali.” Entrambi ritengono sia necessario intervenire ora, senza rinvii che rischiano solo di far naufragare il lavoro finora svolto, senza attuare azioni concrete: diversamente il confronto istituzionale, comprensivo di tutte le parti, perderebbe oltre che di efficacia anche di significato. Nonostante specifica nota di intervento, sottoscritta da tutte le sigle firmatarie del CCNL di categoria, ed inviata, in data 26 gennaio 2026, alla Commissione Trasporti della Camera ed a tutti i gruppi parlamentari, con allegate le proposte di modifica normativa per contrastare il fenomeno delle aggressioni nel TPL, il risultato è che gli autoferrotranvieri sono stati completamente esclusi da ogni forma di intervento.