Il capo della Polizia, Vittorio Pisani, ha dato mandato al questore di Milano, Bruno Megale, di avviare le procedure disciplinari per destituire dal Corpo della Polizia di Stato Carmelo Cinturrino, l’agente delle forze dell’ordine arrestato per l’omicidio di Abderrahim Mansouri, avvenuto il 26 gennaio scorso a Rogoredo, a Milano.
Pisani ha spiegato: "Abbiamo indagato noi sul caso di Rogoredo, e l'attività ispettiva sarà estesa all'intero commissariato. Nemmeno lo scudo penale avrebbe salvato l'agente. Ieri, subito dopo il fermo disposto dall'autorità giudiziaria, ho dato disposizione al questore di Milano di nominare il funzionario istruttore per avviare il procedimento disciplinare per la sua destituzione dalla Polizia di Stato".
Alle indagini interne della polizia, si associano nel frattempo quelle della Procura di Milano che ha convalidato l’arresto del poliziotto per pericolo di reiterazione del reato e inquinamento delle prove. Gli inquirenti hanno anche perquisito la casa di Cinturrino a Carpiano, tra Milano e Pavia, sequestrando cinquemila euro in contanti. Nel frattempo le indagini vanno avanti e ipotizzano un’attività di estorsione da parte del membro della polizia nei confronti degli spacciatori del “Boschetto di Rogoredo”. Sospetti basati su diverse testimonianze e sulle dichiarazioni rese da alcuni colleghi di Cinturrino durante gli interrogatori dello scorso 19 febbraio. Stando alle indagini, sembra che Cinturrino avesse estorto denaro anche a Mansouri, chiedendo duecento euro e cinque grammi di cocaina al giorno. Pizzo a cui Mansouri a lungo andare si sarebbe ribellato, cagionando la reazione violenta e fuori controllo di Cinturrino.
Il poliziotto ha negato davanti al gip di aver mai preso soldi o droga dai pusher e di aver alterato la scena dello sparo perché aveva "perso la testa dopo aver visto Mansouri che stava morendo". Ma i suoi colleghi hanno fornito una versione che getta un’ombra sinistra su questo soggetto deputato alla tutela dei cittadini. I poliziotti hanno infatti parlato di atteggiamenti "violenti" da parte di Cinturrino. Raccontando che "voleva che spacciatori e tossici tirassero fuori droga e soldi" anche a costo di "picchiarli con un bastone". Un modus operandi che l’indagato avrebbe perpetrato anche ai danni un disabile, colpito a "martellate" e "schiaffi".
E mentre si aspettano gli sviluppi del procedimento penale, Vittorio Pisani, nel frattempo, ha già emesso la sua sentenza: Cinturrino va buttato fuori dalla polizia. “Chi tradisce la nostra missione tradisce anzitutto il giuramento di fedeltà alla Repubblica. E anche se in questi casi si attende almeno il rinvio a giudizio prima di prendere decisioni, Pisani non ha dubbi: “Questo caso è abbastanza chiaro e di estrema gravità, quindi per noi va destituito subito". Non solo. Ma il capo della polizia ha anche assicurato che l'ispezione "sarà estesa all'intero commissariato" a cui faceva riferimento Cinturrino, per capire se c’erano altri poliziotti compromessi.