Profondo cordoglio e dolore per la tragedia avvenuta al largo del porto di Livorno, dove un giovane marittimo di trent’anni ha perso la vita in un incidente su una pilotina. Una morte che scuote l’intero comparto marittimo e riporta con forza al centro del dibattito il tema della sicurezza in mare.
Il sindacato UGL Mare e Porti si stringe attorno alla famiglia del lavoratore, ai colleghi e a quanti condividevano con lui la passione e i sacrifici del mestiere di mare.
Sull’accaduto è intervenuto il Segretario Nazionale, Almerico Romano:
«Non ci sono parole per descrivere il dolore di fronte a una giovane vita che non fa rientro a casa dopo il turno di lavoro. Esprimiamo la nostra più profonda vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutti coloro che oggi piangono questa perdita. Questa tragedia richiama con urgenza l’attenzione sulla sicurezza in ogni ambiente lavorativo e sul rispetto rigoroso delle regole nelle aree antistanti le imboccature portuali».
Romano ha poi evidenziato l’aspetto profondamente ingiusto di queste morti:
«Tutte le morti sul lavoro sono innaturali, oltre che assurde e inaspettate. Chi esce di casa per lavorare lo fa con la certezza di tornare dai propri affetti. Per questo giovane, purtroppo, non è stato così».
Il sindacato ribadisce la necessità di un impegno costante e concreto da parte delle istituzioni e di tutti gli operatori del settore affinché la sicurezza non resti un semplice adempimento formale, ma diventi una garanzia reale per ogni lavoratore impegnato nei porti italiani e in mare. Perché nessuna famiglia debba più attendere invano il ritorno di chi è partito per lavorare.