Gino Pollicardo e Filippo Calcagno erano partiti verso le 3:30 dall'aeroporto di Mitiga a Tripoli, e hanno potuto riabbracciare i loro familiari questa mattina alle 5 appena atterrati all’aeroporto di Ciampino, ad accoglierli anche il ministro degli Esteri Gentiloni. I due ex ostaggi sono apparsi molto provati ma sicuramente rasserenati per aver abbracciato i loro cari e hanno iniziato a raccontare la loro vicenda. Racconto che dovrà ascoltare nelle prossim ore il pm Sergio Colaiocco.
La loro storia presenta ancora molti punti oscuri. Primo tra tutti chi erano i rapitori? Le ipotesi sono varie: criminali comuni, milizie locali o gruppi jihadisti? Non chiare ancora le modalità della loro liberazione e la morte dei loro due colleghi che purtroppo non si sono salvati Salvatore Failla e Fausto Piano, le cui salme non si sa ancora quando potranno rientrare in Italia.
Dura la moglie di Failla che ha dichiarato: " La liberazione dei due ostaggi è stata pagata con il sangue di mio marito. Lo Stato italiano ha fallito" Lo stesso presidente della Bonatti Paolo Ghirelli, l’azienda per cui lavoravano tutti e quattro gli italiani non ha potuto che ammettere che "l'obiettivo è stato raggiunto soltanto a metà".