Caivano, lettera di minacce a don Patriciello e a Giorgia Meloni

La lettera minatoria ha preso di mira anche un giornalista locale. Riunione in Prefettura di Napoli

Mario Barbato
16/02/2026
Attualità
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Una lettera con minacce indirizzata a don Maurizio Patriciello, parroco del Parco Verde di Caivano, Comune a nord di Napoli, al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e al giornalista Marco Cappelleri. Difficile capire se dietro ci sia la mano della camorra, si sa solo che la notizia sulla missiva minatoria è giunta nelle ultime ore. 

Il contenuto della lettera non è stata resa pubblica, ma arriva in un rione di Caivano al centro di gravi casi di cronaca nera, tra episodi di delinquenza comune, criminalità organizzata e “stese” della camorra, con sparatorie lungo le strade del rione avvenute all’indomani della visita di Giorgia Meloni il 7 settembre 2023, quando la premier si presentò in pompa magna a Caivano promettendo di bonificare la zona dalla criminalità organizzata. Il risultato? Un blitz con quattrocento poliziotti che avevano assediato il Parco Verde di Caivano, sequestrando qualche bustina di droga, un paio di munizioni e una manciata di euro. La montagna che partorisce il topolino.

E probabile, quindi, che le minacce giunte nei confronti di Meloni si inseriscano in una clima di tensione tra Stato e Antistato. Un clima teso che ha portato a una riunione urgente negli uffici della Prefettura di Napoli, domenica 15 febbraio 2024. Le minacce a don Patriciello, invece, non sono una novità. Il prete aveva già ricevuto, nel settembre del 2025, una busta contenente un proiettile. La camorra, quindi, a Caivano c’è e sfida lo Stato, la Chiesa e l’informazione, minacciando una premier, un parroco e un giornalista. Gli ultimi due impegnati a convivere in una delle roccaforti della malavita napoletana. Territorio controllato dalla famiglia camorristica dei Moccia di Afragola, che ha delegato ai gruppi caivanesi il commercio della droga. 

La notizia delle minacce a Maurizio Patriciello, a Giorgia Meloni e a Cappellari è giunta ai vertici della politica che ha voluto far sentire, come al solito, la propria voce di solidarietà, di vicinanza e di tutto il resto della messinscena istituzionale. Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico ha dichiarato: "Esprimo vicinanza a don Maurizio Patriciello, alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al giornalista Marco Cappellari per i gravi messaggi intimidatori ricevuti. Si tratta di episodi che meritano una ferma condanna. Le minacce e le intimidazioni sono incompatibili con i principi della legalità e del vivere civile. È dovere di tutti continuare a difendere i valori democratici con responsabilità e determinazione". 

Si è espresso anche il prefetto di Napoli, Michele di Bari"Ciò che è accaduto ieri sera con le notizie di una minaccia allo stesso don Patriciello, alla premier Meloni e al giornalista deve preoccupare chiunque. Una minaccia a chi governa il nostro Paese, a chi serve il Vangelo o a un giornalista che è al servizio dell'espressione del pensiero attenta al cuore delle istituzioni". Non è mancata, poi, la solidarietà del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi: "Piena solidarietà a don Maurizio Patriciello, alla premier Giorgia Meloni e al giornalista Marco Cappellari per le minacce ricevute. A Caivano la battaglia per la legalità va avanti e non si ferma davanti ai tentativi di intimidazioni. L'auspicio è che, insieme con le iniziative per la sicurezza, si realizzino anche quelle per il lavoro e lo sviluppo del territorio, che sono fondamentali per sottrarre definitivamente ogni spazio alla criminalità".

Il problema, però, al netto delle belle parole, è che la camorra insiste e persiste in territori dove da una parte c’è chi combatte la criminalità organizzata, mettendo a rischio anche la propria vita, mentre dall’altra c’è che la favorisce, come raccontano i numerosi casi di politici e pubblici ufficiali arrestati per collusione con la camorra. Sono questi i peggiori nemici. Molto di più di camorristi e lettere minatorie. 

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