Le accuse di Mary Trump contro lo zio Donald: "Pericoloso"

Mary Trump, nipote del presidente USA, lo definisce "l'uomo più pericoloso del mondo" da Bruno Vespa, svelando retroscena familiari che ne avrebbero plasmato la personalità.

Mario Barbato
14/02/2026
Attualità
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Mary Trump, nipote del presidente americano Donald Trump, è stata intervista da Bruno Vespa nel programma televisivo Cinque Minuti, andato in onda ieri su Rai Uno. Nel corso della puntata, la nipote dell’inquilino della Casa Bianca si è lasciata andare a un duro sfogo contro lo zio, definendolo “l’uomo più pericoloso del mondo”. 

Psicologa e commentatrice politica, Mary Trump non ha risparmiato frecciate all’indirizzo dello zio. La donna, figlia di Fred II Trump, fratello di Donald, ha svelato il sentimento di ostilità che molti americani nutrono verso il presidente, rivelando dinamiche familiari poco idilliache che avrebbero formato la personalità di quello che la donna ha definito un "uomo debole, incapace di gestire situazioni ostili".

Il racconto della nipote di Trump si è fatto particolarmente scottante quando la donna è passata a descrivere la situazione familiare di Trump. Una famiglia complicata, segnata da dinamiche altrettanto complicate. Con Donald Trump continuamente soggiogato dalla personalità autoritaria del padre, Fred Trump che avrebbe contribuito a formare un uomo che Mary ha definito “crudele e corrotto”. 

Nel corso dell’intervista, è saltato fuori come il rapporto conflittuale tra la nipote e lo zio Donald non si sia limitato solo all’ambiente familiare, ma si sia esteso oltre, toccando anche le dinamiche giudiziarie. Mary aveva infatti trascinato lo zio in una causa civile per frode ai suoi danni sull’eredità lasciata dal nonno. Causa ricambiata dallo zio che aveva querelato la nipote per una fuga di notizie, con documenti sulla situazione finanziaria della famiglia Trump venduta al quotidiano New York Times.

Mary Trump ha confessato quanto sia difficile portare il cognome dell’uomo più potente del mondo, anche se non particolarmente amato a causa delle sue decisioni politiche autoritarie. E a chi le chiede perché non lo cambia, ha risposto che finora a retto alla tentazione solo perché il suo cognome rappresenta l'eredità di suo padre e parte integrante della sua identità. Tuttavia, la psicologa non esclude che possa arrivare "il momento in cui non avrò scelta", segno di come il peso mediatico e politico associato a quel cognome stia diventando sempre più gravoso.

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