Il Presidente dell’ODCEC di Latina Raffaella Romagnoli è stata audita dinnanzi alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, sulla riforma dell’ordinamento della professione di Dottore Commercialista ed Esperto Contabile, oggi regolata dal D.Lgs 139 del 2005. Ascoltati vari Ordini, tra cui: Avellino, Brescia, Firenze, Roma, al pari di Latina contrari alla riforma voluta dal Consiglio Nazionale.
La Presidente ha ricordato che le elezioni di tutte le professioni ordinistiche sono regolate dal D. Lgs. Luog. n.382 del 1944, il quale stabilisce che gli iscritti locali eleggono solo Presidente e Consiglio dell’Ordine locale in quanto questo è l’unico organo competente per la tenuta dell’Albo, mentre sono gli Ordini ad eleggere i Consigli Nazionali. Pertanto, ha chiesto che, proprio per il rapporto diretto con la base e per la funzione svolta, restino gli Ordini ad eleggere i vertici nazionali ed ha aggiunto che è impensabile introdurre variazioni per i commercialisti senza intervenire sul citato D.Lgs. Luog. e quindi modificare le elezioni anche di tutti gli altri ordini.
Inoltre, la Presidente Romagnoli ha dissentito dalla proposta di elisione del praticantato post laurea, in quanto trattasi di una fase fondamentale di raccordo tra studi universitari e avvio della professione, sia pure sotto la guida del dominus. Il rilancio delle vocazioni passa dal ripristino della piena natura abilitante dell’esame di stato, riportandolo a quando il neo iscritto poteva, in concreto, operare da subito. Oggi, invece, questo non avviene a causa dei numerosissimi sbarramenti sopravvenuti, determinati dal proliferare di una miriade di “sotto albi ed elenchi” che impongono corsi abilitanti o attività di praticantato aggiuntive, con necessità del superamento di ulteriori esami (come per diventare Revisori Legali) ovvero la maturazione di anzianità di iscrizione (come per i Consulenti Tecnici d’Ufficio). In pratica, ci si meraviglia del calo delle iscrizioni quando poi il Consiglio Nazionale non si è opposto all’introduzione di una obbligatoria attività di specializzazione fattuale e capillare (senza però il conforto di alcuna esclusiva). Questo sistema penalizza soprattutto i giovani, che scelgono sempre meno questa professione.
In aggiunta, Romagnoli ha chiesto, diversamente da quanto accade oggi, che il bilancio del Consiglio Nazionale sia sottoposto all’approvazione degli Ordini locali. In esso, infatti, sono previsti rilevanti esborsi (come i compensi per i Consiglieri Nazionali, oggi dagli stessi autodeterminati) e l’entità della quota nazionale a carico degli iscritti che, come per gli Ordini locali, dovrebbe essere fissata in misura strettamente necessaria alla copertura delle spese di funzionamento.
In pratica l’estensione a livello nazionale delle regole in vigore per gli Ordini locali, come Latina. Sul finire del 2025, infatti, tramite una partecipatissima assemblea - svoltasi in videoconferenza tramite la piattaforma Concerto gestita dal Consiglio Nazionale -il bilancio preventivo 2026 nelle sue componenti a corredo è stato approvato a larghissima maggioranza con 336 voti favorevoli e solo 2 contrari.
Durante l'assemblea, il Presidente Raffaella Romagnoli è stata coadiuvata dal Vice Presidente Luigi Maragoni, dal Consigliere Segretario Carlo Onori, dal Consigliere Tesoriere Andrea Stabile e dal Presidente del Collegio dei Revisori Raffaele Iannaccone.
Il Presidente Romagnoli ha commentato: “Un consenso così ampio rispetto alla progettualità 2026 e al relativo bilancio dimostra la sintonia esistente tra gli iscritti e il Consiglio, che evidentemente sa ascoltare priorità ed esigenze che poi sono quelle di tutti noi commercialisti ed esperti contabili dell’Ordine di Latina”.