Fabrizio Corona è andato ko. Il web non può essere terreno di odio. E così il suo profilo Instagram e quello di Falsissimo sono stati rimossi. Una decisione frutto della sentenza di inibizione del Tribunale di Milano ma anche dei colossi del web che sono intervenuti dopo la raffica di denunce e diffide giunte per contenuti diffamatori.
Fabrizio Corona aveva ideato il suo programma virtuale, Falsissimo, dove accusava di pratiche scorrette le reti Mediaset e alcuni personaggi televisivi, come Piersilvio Berlusconi, Alfonso Signorini e Gerry Scotti. Attacchi condotti più per un questione di visibilità che per un reale denuncia di comportamenti sessuali poco chiari da parte soprattutto di Signorini e di Scotti. Mediaset aveva segnalato il sito per violazione del copyright su YouTube, ottenendo l’oscuramento e il blocco dei contenuti incriminati.
Sulla decisione di censura, ha pesato probabilmente anche la sentenza del Tribunale di Milano che aveva vietato a Corona di diffondere contenuti riguardanti Alfonso Signorini, accusato dal fotografo di aver abusato del suo ruolo di conduttore del Grande Fratello Vip per ottenere prestazioni sessuali da alcuni aspiranti concorrenti. Per sostenere tali accuse, Corona aveva anche svelato contenuti di chat private tra alcuni ex concorrenti. Cosa che gli è costata anche un’indagine per revenge porn.
Da chiarire-questo è beninteso- che le accuse rivolte da Corona a Signorini sono ancora tutte da dimostrare. Sono accuse gravi che necessitano di essere valutate nelle sedi competenti, nelle aule dei tribunali e non nei salotti delle piazze virtuali, perché così si rischia di deturpare la reputazione di una persona che potrebbe essere innocente. Eppure, come spesso accade, l’indagine è diventata un pretesto per scatenare il “Tribunale del popolo” e mettere in piedi un circo mediatico fatto di ricostruzioni parziali, di testimonianze inattendibili e di sospetti mai provati.
Ma il colpo di grazia potrebbe essere arrivato dalle numerose denunce e diffide per contenuti diffamatori inoltrate ai colossi del web, tra cui Meta, titolare di Instagram. Una decisione giunta per evitare che la mancata rimozione di contenuti illeciti venga interpretata come complicità delle piattaforme e, quindi, passibile di denuncia. Per evitare ciò, i siti chiamati in causa hanno oscurato Corona e le sue invettive, lasciando orfani i follower che lo seguono. Resta da capire se il fotografo riuscirà a recuperare l'account o se la chiusura del suo profilo è un punto di non ritorno.