Duro, diretto, senza alcuna cautela diplomatica. Dario Moretti, consigliere comunale a Rolo (Reggio Emilia) e rappresentante della Lega Salvini, affida a una diretta social una denuncia politica che non lascia spazio a interpretazioni: autorizzare la manifestazione di Askatasuna a Torino è stato un atto vergognoso.
Secondo Moretti, quanto accaduto non può essere liquidato come un episodio imprevedibile. Al contrario, sostiene che i segnali di violenza fossero evidenti già prima dell’evento e che le istituzioni abbiano scelto di ignorarli.
“Quando sai che finirà con gli scontri e firmi comunque l’autorizzazione, la responsabilità è tua”, è il senso del suo intervento.
Il consigliere leghista fa riferimento alla presenza, nei giorni precedenti, di contenuti diffusi online che — a suo dire — non lasciavano dubbi sulle intenzioni degli organizzatori e dei partecipanti: materiali che invitavano alla preparazione fisica allo scontro, riferimenti a corsi di pugilato, fino a messaggi che promuovevano apertamente la violenza e l’uso delle armi contro la polizia.
Da qui l’attacco frontale alle autorità cittadine. Moretti parla apertamente di una scelta irresponsabile, arrivando a sostenere che sindaco e questore di Torino avrebbero dovuto fermare tutto e che, di fronte a una situazione conosciuta in anticipo, le responsabilità non possono essere scaricate su chi ha dovuto gestire l’ordine pubblico in strada.
Nel mirino finiscono anche i social network, indicati come uno strumento attraverso cui sarebbe stata alimentata la tensione. Moretti chiede che chi ha incitato alla violenza online venga identificato, rintracciato e perseguito, ribadendo che l’istigazione non può restare impunita solo perché avviene dietro uno schermo.
A chiudere il suo intervento è un messaggio di solidarietà totale alle forze dell’ordine, definite le vere vittime di una gestione politica fallimentare:
“I poliziotti sono stati mandati allo scontro contro i fascisti rossi della sinistra”, afferma, difendendo l’operato degli agenti impegnati sul campo.
Parole che segnano una linea netta e che riaccendono lo scontro su sicurezza, autorizzazioni e responsabilità istituzionali, con Moretti che parla apertamente di una vergogna evitabile e di una violenza che, a suo dire, non solo era prevedibile, ma è stata permessa.