Don Alberto Ravagnani, il prete influencer, lascia il sacerdozio

Alberto Ravagnani era uno dei preti più noti dei social. Ora ha deciso di abbandonare il sacerdozio

Mario Barbato
01/02/2026
Attualità
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Sacro e profano non possono convivere senza imporre una scelta. E così don Alberto Ravagnani, uno dei primi preti influencer, ha deciso di abbandonare il sacerdozio dopo l’enorme successo che ha avuto sui social network. La notizia arriva da un comunicato indirizzato ai fedeli della parrocchia di San Gottardo al Corso di Milano.

Alberto Ravagnani era finito al centro delle polemiche per aver pubblicizzato una marca di integratori alimentari sui social network. Un’operazione commerciale che poco si addice a un sacerdote che dovrebbe alimentare le anime e non il corpo. E infatti la scelta di posare a testimonial di un’azienda che con la religione c’entra nulla, aveva creato polemiche tra gli internauti. Ma l’ex sacerdote non si era fatto problemi a veicolare l’immagine di una tonaca che mescola il sacro con il profano e ha usato i social network anche per promuovere il suo libro dal titolo: “La scelta”. Un titolo che lasciava presagire la decisione avvenuta poco dopo: mollare la Chiesa. 

Una decisione confermata con un comunicato ai fedeli del vescovo Franco Agnesi, il quale ha assicurato che Alberto Ravagnani continuerà ad affiancare alcune attività parrocchiali: “La sofferenza che una simile decisione provoca in tante persone può diventare anzitutto occasione di preghiera e di affidamento al Signore. Nello stesso tempo chiede alla nostra comunità parrocchiale e diocesana di continuare ad accompagnare coloro che hanno condiviso in questi anni proposte educative, liturgiche e spirituali. In particolare, la parrocchia di San Gottardo, con la cura dei presbiteri”, continuerà a proporre l'adorazione eucaristica del giovedì sera". 

Ravagnani, trentadue anni, era uno dei preti più seguiti del web con oltre mezzo milione di follower. Un sacerdote all’avanguardia, che aveva coniugato la fede con la rete. Dal pulpito virtuale, aveva cominciato a parlare di dottrina cattolica e di tematiche sociali, raggiungendo un numero cospicuo di persone, molte delle quali giovani, tutte attirate dal suo insegnamento e dalle sue prediche. Prediche vivaci e lontane dalla liturgia domenicale fatta quasi sempre di parole scialbe e riti formali che allontanano i fedeli dalle chiese anziché attirarle con lezioni di vita quotidiana.

E così, negli ultimi tempi, la connessione tra la Chiesa e il web si è fatta sempre più salda, attirando gli interessi delle gerarchie ecclesiastiche che usano le piattaforme social come mezzo facile e immediato per parlare di Vangelo. Ravagnani era diventato un punto di riferimento per la Chiesa, promuovendo il “Giubileo degli influencer cattolici digitali” che si è tenuto a Roma a fine luglio 2025. Ma dalla parola del Vangelo alla parola per i consigli commerciali, il passo è stato breve e decisivo. 

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