Dal 31 gennaio al 5 luglio 2026, il Max Ernst Museum Brühl des LVR ospita "Headless", la nuova e attesa mostra d'arte personale di Marianna Simnett, con inaugurazione venerdì 30 gennaio 2026. Un progetto espositivo ambizioso che intreccia passato e presente, sogno e tecnologia, rendendo esplicito il dialogo profondo dell’artista con l’eredità del surrealismo. "Headless" riunisce opere inedite e lavori precedenti, dispiegandosi come una grande installazione immersiva. Video, intelligenza artificiale, scultura, pittura e musica convivono in un paesaggio onirico e perturbante, dove lo spettatore è invitato a perdersi in un labirinto di realtà frammentate, visioni seducenti e incontri inquietanti. È un mondo che affascina e destabilizza, fedele alla poetica di Simnett, da sempre interessata ai territori liminali dell’identità, del corpo e della trasformazione. Il titolo della mostra è un omaggio diretto a Max Ernst e al suo primo romanzo-collage, La femme 100 têtes (1929); l'influenza di quest’opera attraversa l’intero progetto espositivo, diventando una chiave di lettura centrale in particolare, una nuova serie di dipinti, realizzata appositamente per la mostra, prende ispirazione diretta dal libro di Ernst, in cui una sequenza libera di immagini enigmatiche e disturbanti, spesso animate dall’alter ego piumato dell’artista, Loplop, costruisce una narrazione aperta e visionaria. Simnett assume questo patrimonio iconografico come punto di partenza per un’operazione di riscrittura contemporanea, intreccia eventi attuali, mitologia, tecnologia e i propri alter ego, dando vita a narrazioni ibride che mettono in crisi le nozioni di linearità, autorità e identità stabile. Il risultato è un dialogo serrato tra epoche diverse, in cui il surrealismo non è citazione nostalgica, ma forza viva e ancora capace di generare nuove forme di immaginazione. La mostra è curata da Madeleine Frey e Sarah Louisa Henn e sarà accompagnata da un catalogo omonimo, "Headless", pubblicato da Hirmer Publishers. Il volume includerà contributi di Cecilia Alemani, Madeleine Frey, Sarah Louisa Henn e Lisa Tuttle, offrendo ulteriori chiavi critiche per comprendere un progetto che si annuncia come uno dei momenti più significativi della programmazione del museo e della ricerca recente di Marianna Simnett. Tra seduzione e inquietudine, “Headless” invita il pubblico a guardare senza la rassicurante protezione di una “testa”, lasciandosi guidare dall’intuizione e dall’immaginazione; un’esperienza che promette di restare impressa, ben oltre l’uscita dal museo. Nota critica del Prof. Mario Carchini, docente dell'Accademia di Belle Arti di Carrara.