"Oggi non siamo qui solo per parlare di una pagina web cancellata, ma per denunciare una deriva culturale che sta soffocando l'eccellenza italiana sotto la coltre dell'anonimato e della burocrazia digitale. Quello che è accaduto a professioniste del calibro di Maria Cuono e Olga De Maio non è un incidente tecnico: è il sintomo di un sistema malato.
Wikipedia, nata come il tempio della conoscenza democratica, si è trasformata in un tribunale inquisitorio dove giudici senza volto decidono, nel giro di poche ore, cosa meriti di esistere e cosa debba essere condannato all'oblio. Come è possibile che la carriera di una giornalista e scrittrice come Maria Cuono — una vita dedicata alla critica teatrale, alla poesia, alla direzione editoriale, insignita di premi alla carriera e riconoscimenti internazionali — venga liquidata come un semplice 'curriculum'? Come può il talento cristallino di un soprano come Olga De Maio, che onora la musica lirica italiana nel mondo, essere considerato 'privo di rilievo'?
La verità è amara: siamo di fronte a una gestione della piattaforma che spesso premia l'astuzia tecnica e punisce il valore reale. Dietro lo schermo si nascondono troppo spesso invidie, dispetti personali o, peggio, un'ignoranza crassa che confonde l'autopromozione con la documentazione storica. Esiste una schiera di 'cancellatori' che, protetti dall'anonimato, giocano a fare i censori della cultura, ignorando che dietro quei nomi ci sono decenni di sacrifici, studi e successi certificati.
Non possiamo accettare che la storia di chi opera 'tutto con il cuore' venga cancellata con un click. Non è solo un attacco a due professioniste; è un attacco a tutta la classe intellettuale e artistica che non si piega alle logiche del sensazionalismo. Il 'Sistema' va cambiato. Servono persone competenti, capaci di distinguere un profilo professionale da uno spot pubblicitario. Serve un'etica della pubblicazione che rispetti la dignità umana e artistica.
Questa è una denuncia pubblica. È l'ora di dire basta a un'enciclopedia che include l'effimero e bandisce l'essenziale. La cultura italiana non appartiene a una cerchia di burocrati digitali: appartiene a chi la crea, come Maria Cuono e Olga De Maio. E noi non permetteremo che il loro contributo venga rimosso dal tempo. Il sistema è rotto, ed è nostro dovere pretendere che venga riparato."