Lo avevamo detto.
Per parlare di ieri, cominciamo col fare un salto all’altro ieri. Il Verona nell’anticipo del giovedì aveva perso male, ma tutto sommato la Caporetto in campo non poteva considerarsi una vera e propria catastrofe per i suoi futuri destini: la corsa per arrivare alla salvezza è tutt’altro che finita, e lo dimostra la fragilità del Carpi, che era a 19 punti e a quattro lunghezze sopra l’ultimo posto in classifica fino all’altro ieri (19 punti), e resta inchiodato in questa posizione anche dopo ieri.
Resta da vedere che farà oggi alle 15.00 l’altra squadra penultima a pari punti con i menottiani, e cioè il Frosinone, impegnato in casa dell’Empoli: ma se anche dovesse allungare (e quindi arrivare a 22 punti) ciò non autorizzerebbe ad usare anche la parola “svoltare”, cosa che al contrario sarebbe il risultato di almeno due o tre vittorie consecutive. Qualche punto sopra il Frosinone, poi, non va dimenticato che c’è una Sampdoria in piena crisi esistenziale; insomma, lo ribadiamo, il Verona ha perso sì, ma se non si è ammaccato del tutto è perché aveva un buon paracadute.
Svoltare è invece proprio la parola giusta che si può usare per la Roma, che, Spalletti duce, non sbaglia più un colpo da quattro settimane (compresa la partita di ieri, ovviamente): Frosinone in casa, Sassuolo in terra neroverde, Sampdoria nuovamente in casa e, da ultimo, altro colpo grosso in Emilia, all’ombra della Ghirlandina: sono i giallorossi, infatti, a bloccare il Carpi nelle sabbie mobili della bassa classifica vincendo per 3-1 al “Braglia” di Modena. Un poker di vittorie che consente alla Lupa di balzare a 47 punti e appropriarsi del terzo posto in solitudine, a spese della Fiorentina. Terzo posto che potrà godersi fino a domenica sera, dal momento che a chiudere questa spezzettatissima XXV giornata sarà proprio la viola che, alle 20.45 del dì di festa, ospiterà l'Inter.
Questo, intanto, è quanto successo ieri sera (in orario sempre concomitante col festival sanremese) in terra modenese. Dopo un primo tempo equilibrato, la Roma va in gol al 56’ con Digne, che trova la botta vincente da trenta metri. L’ebbrezza del vantaggio non dura molto: sei minuti dopo, infatti, Kevin Lasagna, sempre più asso nella manica di mr. Castori, firma l’1-1 sfruttando al meglio un bel servizio del compagno Mbakogu. I padroni di casa si accontentano, gli ospiti no: dunque si rifanno immediatamente sotto e, dopo un paio di occasioni fallite da Dzeko in altrettanti minuti (71’ e 72’), si riportano avanti all’84’. È proprio Dzeko a segnare, finalmente, anche se il merito è tutto di Salah, autore del suggerimento-chiave. Non sia mai detto, però, che l’egiziano resti con la voglia del gol: e per togliersela non gli resta che aspettare un minuto solo.
Così, a cinque minuti dal 90’, il Maradona di Basyoun, al culmine di una serie di rimpalli in area carpigiana, mette il suo sigillo personale alla gara, che è poi anche quello decisivo. Gli ulteriori cinque minuti di extratime non rivoluzioneranno alcunché; gattopardescamente, anzi, Spalletti muterà molto ma perché nulla realmente muti.