Nella settimana sacra al festival di Sanremo il campionato di calcio di serie A si è messo in testa di fargli concorrenza, tre giorni su cinque.
Con la partita di ieri sera, dunque, si è ufficialmente aperta una XXV giornata eccezionalmente spalmata dal giovedì alla domenica, un unicum nel corso di tutta la stagione: un vero e proprio turno-fisarmonica, che è un infrasettimanale e un sabatino-domenicale insieme. Il clou sabato prossimo, quando la partita delle partite, Juventus-Napoli, sfiderà la finale di Sanremo. Come si dividerà quel popolo di musicofili e di calciofili che sono gli italiani?
Nell’attesa di risolvere questo dilemma, la Lazio, ieri sera,nel match casalingo di prime time contro il Verona è stata scoppiettante almeno quanto una cover di Elio e le Storie Tese. Essere brillante e vincente non era impresa facilissima, contro un Verona fanalino in crescita: la storia stessa della partita, del resto, lo dimostra.
In vantaggio per 3-0 fino a poco più di trenta minuti dalla fine della gara (gol di Matri al 44’, di Mauri al 50’ e di Felipe Anderson al 69’), le aquile di Pioli hanno perso il 95% del terreno precedentemente guadagnato nell’arco di soli otto terribili minuti: sono quelli del risveglio-boom degli scaligeri, capaci di portarsi prima sull'1-3 con Greco al 72’ e poi sul 2-3 grazie al sempreverde Luca Toni al 79’. Un minuto dopo il tecnico laziale indovinava il cambio che gli salvava la vita (e la partita): fuori Matri per Klose, e il tedesco campione del mondo ringraziava dell’opportunità appena due minuti dopo (82’), con un assist che metteva Keita in condizione di segnare il poker .
Era il gol-sicurezza che tagliava le gambe agli uomini di Del Neri, ma avanzava del tempo per la ciliegina: il rigore di Candreva al 90’, concesso per un atterramento di Lulic in area gialloblù da parte di Gilberto. 5-2 per i locali e 36 punti in classifica bollati e certificati: solo quattro in meno del Milan, almeno fino a domenica. Sull’altro fronte il Verona, pur tornando a perdere, e anche in modo pesante, conferma comunque che qualcosa è cambiato nel suo spirito: e dopotutto è questa la cosa che conta di più, per il prosieguo del campionato.