Sclerosi Multipla: scoperta una molecola che "ripara" i danni cerebrali

Studio internazionale scopre che il bavisant favorisce la riparazione della mielina, aprendo nuove prospettive terapeutiche per le forme progressive di sclerosi multipla.

Massimiliano Musolino
23/01/2026
Scienza e Tecnologia
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Una nuova speranza arriva dai laboratori dell’Università Vita-Salute San Raffaele e dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. Un team internazionale di ricercatori ha scoperto che una molecola chiamata bavisant, inizialmente studiata per i disturbi del sonno, possiede proprietà rivoluzionarie: è in grado di proteggere le cellule nervose e favorire la riparazione della mielina, la guaina che riveste i neuroni, danneggiata dalla sclerosi multipla. La scoperta, pubblicata sulla prestigiosa rivista Science Translational Medicine, è il risultato del progetto BRAVEinMS, un network globale nato per trovare risposte alla forma più grave della patologia: la sclerosi multipla progressiva.

La sfida della forma progressiva

In Italia sono circa 20 mila le persone colpite dalla forma progressiva, la più difficile da trattare. In questa variante, la malattia non procede a "ondate", ma causa una degenerazione costante dei nervi. Fino ad oggi, i farmaci disponibili non riuscivano a bloccare questo processo né a riparare i danni già subiti dal sistema nervoso.

Un "tunnel del vento" per i farmaci

Invece di creare un nuovo farmaco da zero — un processo che richiede decenni — i ricercatori hanno utilizzato una strategia intelligente: il riposizionamento. Hanno analizzato oltre 1.500 farmaci già approvati per altre malattie, cercando quelli che potessero avere effetti benefici sui neuroni. Per farlo, hanno costruito una piattaforma tecnologica senza precedenti: un sistema che combina intelligenza artificiale, cellule staminali e modelli avanzati. "È come aver costruito un tunnel del vento per i farmaci", spiegano i ricercatori. Questo ha permesso di passare rapidamente da 1.500 molecole a una rosa ristretta, fino ad arrivare al bavisant.

Perché il bavisant è speciale?

Il bavisant si è dimostrato efficace su due fronti cruciali:

  1. Protezione: agisce come uno scudo per i neuroni, impedendo loro di morire.
  2. Riparazione: stimola le cellule del cervello a ricostruire la mielina, "ricollegando" i circuiti interrotti.

Essendo una molecola già nota e testata per la sicurezza sull'uomo in passato, i tempi per vederla applicata ai pazienti potrebbero ridursi drasticamente.

Prossimi passi

Il successo dello studio è frutto di una collaborazione mondiale che coinvolge centri d'eccellenza a Parigi, Münster e San Francisco, sostenuta dall'AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e dalla sua fondazione (FISM). Il prossimo obiettivo è passare alla fase 2 della sperimentazione clinica, ovvero i test di efficacia direttamente sui pazienti. Se i risultati verranno confermati, il bavisant potrebbe diventare la prima terapia capace non solo di rallentare la malattia, ma di aiutare il cervello a rigenerarsi.

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