“Il dono della Musa”. Quando l’io diventa universale

09/01/2026
Musica e spettacolo
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Arricchisce la collana “Altre Frontiere-Britannia” di Aletti Editore la raccolta di poesie “Il dono della Musa” di Paola Badanai Scalzotto, che esce in versione bilingue italiano-inglese, in formato tradizionale e in e-book. L’Autrice, pordenonese di nascita, vive a Padova. Ha conseguito la laurea in Archeologia all’Università degli Studi di Padova; nel medesimo Ateneo ha compiuto un secondo percorso completo di studi in Filosofia e acquisito il Perfezionamento in Diritti Umani.  In età matura ha scoperto nella poesia il “luogo dell’anima”.

Calandosi nell’intimità, si è confrontata con le emozioni, le gioie e le inquietudini che hanno segnato il proprio cammino e li ha affidati alle liriche di questa raccolta. «Il ricordo – confessa – ha svolto un ruolo fondamentale nell’introspezione; mi ha messo di fronte ai miei punti di forza così come alle fragilità, permettendomi una sorta di bilancio spirituale. Nel ricomporre la mia identità profonda, ha fissato momenti dell’esperienza in un eterno presente, tanto che nei miei versi appaiono vivi e attuali.» 
 

Il ricordo, quindi, è materia viva, fattore di una costruzione in divenire. La dimensione temporale è quella di un tempo sospeso, in alcune poesie onirico.  In quanto trascendono il dato storico contingente, sentimenti e stati d’animo si collocano sul piano astorico degli universali; appartenendo non all’individuo ma all’umanità tutta, risultano immediatamente comprensibili a qualsiasi Lettore. Attraversano la raccolta temi quali: la consapevolezza della finitudine dell’esistenza terrena, il dolore della perdita, il rimpianto, la ribellione, la resilienza di fronte alle difficoltà più gravi, la solitudine ricercata per concentrare le energie spirituali, il senso di estraneità al contesto sociale ogni qualvolta l’anima si ripiega su sé stessa per ritrovare il respiro suo proprio.  

Ogni indagine interiore sincera e approfondita custodisce qualcosa di potente e magico: travalica i confini della storia personale per aprirsi all’interrogativo sulla condizione dell’uomo, nel tentativo di cogliere il senso di un’esistenza effimera, nella quale coesistono vita e morte come in un’Erma bifronte, e di rispondere alla domanda sulla presenza in essa del divino. Quella che si apre all’universale è una soglia attraversata con coraggio e determinazione alla ricerca di sé, con l’aiuto di una voce interiore – quella della Musa Erato, protettrice della poesia lirica – che sprona a non sottrarsi al ricordo, neppure a quello del dolore più devastante, perché solo se profondamente autentica la “poesia dell’intimo” acquista credibilità e forza espressiva. («Il dolore – sostiene l’Autrice – è più poetico della gioia e ha un valore maggiore rispetto a questa perché si traduce in esperienza e promuove la crescita della persona.»)

La natura compare frequentemente in questi versi e modula la voce poetica. A volte si manifesta in tutta la sua forza distruttiva incutendo timore; altre volte si presenta in bellezza e pace, svolgendo una funzione consolatoria e salvifica.
I versi sono liberi. Il linguaggio si adatta ai colori dell’anima: a volte è musicale e utilizza un lessico “antico”, percepito dall’Autrice come particolarmente poetico; altre volte si fa asciutto o addirittura essenziale. Il ricorso al simbolo serve ad alleggerire la tensione emotiva derivata dalla crudezza di alcuni vissuti, senza mai tradire la sincerità dello sguardo. «La mia poesia – spiega l’Autrice – non nasce da fantasticherie ma dall’esperienza, che elaboro con l’intuizione e l’immaginazione, vale a dire con il pensiero creativo, decentrato. Anche quando la realtà è trasfigurata, la parola resta fedele alla  sua vocazione: dire il vero, senza artificio.» 
 

«A volte mi chiedo se la mia poesia sia il racconto in versi dei moti dell’anima tra luce e oscurità, gioia e sofferenza, o piuttosto l’espressione del mio pensiero su quei moti.» - aggiunge. La silloge prende forma da un nucleo originario di tredici componimenti estrapolati dal primo lavoro, “Il senso magico della poesia”, ai quali si sono aggiunte nel tempo altre liriche, che l’Autrice ha inteso presentare ad un pubblico più ampio attraverso la traduzione in lingua inglese. Questa si è realizzata grazie alla collaborazione della Aletti con SSML Istituto di Alti Studi Carlo Bo.
«La traduzione – sono le parole dell’Autrice - è un ponte gettato ad una diversa lingua e, insieme, ad una diversa cultura; si compie grazie all’interazione feconda tra le due sponde del ponte.»

“Il dono della Musa” sarà presente allo stand di Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino dal 14 al 18 maggio 2026. «Mi auguro che l’esposizione funzioni come “banco di prova” in ordine all’accoglienza di questo mio lavoro da parte del visitatore - confida l’Autrice - e rappresenti per me un’occasione di dialogo e di scambio di esperienze ed opinioni con altri Autori.» 

«Spero – conclude – di essere riuscita a trasmettere a chi mi vorrà leggere un caleidoscopio di sentimenti ed emozioni e a testimoniare il valore di una poesia capace, come nel mio caso, di sublimare le criticità dell’esistenza in occasioni di rinascita.»  
 

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