Anticipi serie A, Napoli ancora al comando

Intanto il Torino si ritrova

Gianluca Vivacqua
17/01/2016
Sport
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È cominciata ieri con una terna di anticipi la seconda parte del campionato di serie A, quella che da qui a maggio ci condurrà ai verdetti decisivi.

A scrivere il primo paragrafo del primo capitolo di essa, la squadra che fino a due settimane fa poteva anche vantare il primo posto in classifica: parliamo naturalmente dell’Inter che, impegnata a Bergamo in apertura del girone di ritorno, ha mostrato in realtà di non essersi ancora del tutto ripresa dallo shock-Sassuolo, e dunque dal trauma della perdita del primato. Allo stadio “Atleti azzurri d’Italia”, infatti, la manciniana non è riuscita ad andare oltre nel confronto con l’Atalanta, che perdeva ininterrottamente dal 12 dicembre (ossia dalla 15a giornata). A passare in vantaggio erano stati i padroni di casa, grazie ad un gentile regalo della difesa interista, che col colombiano Murillo si infilzava da sé dopo soli diciassette minuti dal fischio d’inizio.

Troppa grazia per gli orobici passati, nel giro di quattro settimane, dal ruolo di team rivelazione a quello di squadra-disastro; e difatti, ci pensavano essi stessi a riequilibrare la partita infliggendosi il pareggio da soli, col difensore brasiliano Tolói al 25’. Nel secondo tempo ospiti sempre storditi e padroni di casa visibilmente in crescita, ma nessun altro sconvolgimento di punteggio e, conseguentemente, di classifica: l’Inter attende gli sviluppi del resto della 20a giornata da sola al secondo posto e con un punto guadagnato sulla Juventus (sono 40 quelli attuali dei nerazzurri ambrosiani), mentre l’Atalanta, a 25, per qualche altra ora si gode quella placida “amaca” che gli stendono idealmente il Chievo e l’Udinese. I suoi punti, però, avrebbero anche potuto essere 27, se Handanovic non si fosse prodotto in un vero e proprio miracolo al 58’ su una mezza rovesciata di Cigarini.

Torna, invece, all’appuntamento con la vittoria il Torino, dopo tre stop consecutivi (e una partita da recuperare, quella col Sassuolo). Sotto la Mole è squillante il successo ottenuto dai granata sul sempre generoso Frosinone. Biglietto da visita migliore per il figliol prodigo Ciro Immobile non poteva esserci sulla scena dello stadio “Olimpico”: infatti è proprio il grande “cavallo di ritorno” portato dal mercato di riparazione a sbloccare la partita al 6’, anche se lui, in realtà, ci mette solo lo zampino dagli 11 metri, giacché si deve a Glick l’azione di sfondamento che ha portato al penalty. Il bomber nuovamente torinista, tra l’altro, deve ripetere due volte il tiro dal dischetto.

Una metafora premonitrice, forse: difatti, dopo il pareggio frusinate di Sammarco al 32’, la sua squadra si trova nella condizione di dover ripetersi nello sforzo di cogliere nuovamente il vantaggio. Non bisogna aspettare molto per ritrovarlo, però: solo cinque minuti dopo, esso arriva dai piedi di Belotti, lesto ad approfittare di una ribatuta corta del portiere ospite, Leali, su una testata di Immobile.  Al 41’, poi, Maksimovic approfondisce il margine di sicurezza sugli avversari segnando il 3-1 sugli sviluppi di un calco d’angolo. Tutto più o meno liscio, quindi, fino al 74’, quando Avelar riapre la partita per i ciociari con una sfortunata autorete; ma a togliere ogni illusione agli ospiti laziali si incarica, all’82’, un Benassi in versione pokerista.

A differenza dell’Inter, il Napoli non si è lasciato incantare dal Sassuolo e, superando gli estensi per 2-1 al “San Paolo” nel terzo e ultimo anticipo del sabato, quello di prima serata, si è assicurato la leadership della classifica per un’altra settimana. E, forte dei suoi cinque punti di vantaggio sulla Juventus, non teme certo gli eventuali (probabilissimi) assalti dei bianconeri al “Friuli” di Udine. Il Sassuolo, però, a far male ai piedi del Vesuvio ci aveva provato eccome: per i partenopei, infatti, è stata una partenza-shock, sotto dopo appena tre minuti a causa di un rigore battuto alla perfezione da Falcinelli, dopo che Albiol aveva steso in area Sansone. La differenza tra un vantaggio trovato e uno costruito si avverte però con lo scorrere dei minuti: il Napoli guadagna terreno, mentre il Sassuolo, che a centrocampo perde anzitempo per infortunio uno dei suoi uomini migliori, Missiroli, se proprio non scolorisce di sicuro fatica a trovare il piglio devastante delle giornate migliori. Così, al 19’, i padroni casa escono dall’apnea: Insigne con un cross perfetto pesca Callejón, che è in anticipo sui difensori ospiti, e, di testa, fulmina Consigli. Quindi inizia la partita di Gonzalo Higuain: sua è la rete del vantaggio al 42’, su assist di Hamsik.

L’argentino si ripete poi nell’extratime della ripresa, al 93’, con una bomba imprendibile per il portiere emiliano. Solo pochi minuti prima, Falcinelli (ancora lui) era andato vicinissimo al 2-2, ma Higuain aveva avuto modo di siglare la sua doppietta già parecchie altre volte nel corso del secondo tempo. Inutile dirlo: l’eroe azzurro oggi è lui, insieme a mister Sarri, in omaggio al quale, ricordando i suoi trascorsi lavorativi, la fantasia partenopea potrebbe forse anche pensare a cambiar nome al Banco di Napoli.

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