Istanbul, il terrorismo torna a colpire

Attentato kamikaze nel centro della città

Gianluca Vivacqua
12/01/2016
Dal Mondo
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Sultanahmet.

La piazza-giardino tra la basilica di Santa SofIa e la Moschea Blu, a Instanbul. E neppure troppo lontana dal museo Topkapi. È questo il teatro, proprio in queste ore, di un nuovo, violento attacco terroristico nella capitale turca, dopo quello alla metropolitana cittadina datato 5 dicembre 2015, e quello contro un commissariato di polizia, avvenuto la scorsa Epifania. In entrambi i casi i casi, non si trattò di azioni rovinosissime: per quanto riguarda la metropolitana,  il bilancio parlò di cinque feriti, opera di un ordigno di tipo artigianale. Al commissariato, invece, morì un agente e un altro rimase ferito

Oggi, invece, il quadro è più grave: si contano già 10 morti e almeno 15 feriti. Due le ricostruzioni dell’accaduto che si sono accavallate nel corso di tutta la mattinata: un ordigno nascosto sotto una panchina, all’altezza della fermata del tram (dunque, in sostanza, quasi una replica dell’azione dello scorso dicembre) oppure un kamikaze che si è fatto saltare in aria, praticamente ai piedi dell’obelisco di Teodosio. Le prime agenzie relative al nuovo attentato terroristico sono state lanciate verso le 10.00 ora italiana (circa le 11.00 in Turchia). 

In realtà, nel momento in cui scriviamo, questo secondo scenario è quello che ha acquistato maggior credito: sulle prime gli investigatori, che hanno scartato subito la pista curda, si sono spinti ad affermare che l’attentatore suicida potesse essere una donna, come nell'attacco del 6 gennaio scorso. 

Tesi smontata dalle dichiarazioni in diretta tv del premier Erdogan, il quale ha riferito che il kamikaze è un uomo, per di più legato alla Siria: e di questi tempi la "connessione remota" con l'Isis è prassi più che automatica. Sotto il profilo all'identità delle vittime, l'attentato ricorda molto quellI tunisini, al Bardo e a Sousse: anche in questo caso, infatti, si è trattato di una "strage di turisti": non poteva essere altrimenti, dal momento che l'esplosione è avvenuta proprio al passaggio di un pullman di turisti stranieri. Per la maggior parte tedeschi: tra le vittime accertate, infatti, lo scrive il Bild, almeno nove sono proprio di nazionalità germanica. E un altro tedesco rientra nel conto dei feriti, insieme ad alcuni norvegesi (ma potrebbe anche trattarsi di un solo norvegese).

Al lavoro l'Unità di crisi della Farnesina, che da stamani è ininterrottamente in contatto col  Consolato generale d'italia a istanbul, per verificare se ci fossero italiani nell'area interessata dall'esplosione.  

Su Twitter tra i primi aggiornamenti in tempo reale relativi all'accaduto si deve menzionare quello di Ferzan Ozpetek, regista cinematografico italo-turco, che dice di essere stato informato della cosa da un amico giornalista. Ozpetek in realtà conta un morto in più e un ferito in meno.  

 

Meno di un'ora dopo l'esplosione in piazza Sultanhamet, un albergo in costruzione è andato in fiamme in un altro quartiere di Istanbul, Maltepe. Parecchie persone sono rimaste intrappolate tra le fiamme, tra cui anche alcuni lavoratori del cantiere. Almeno 20 di esse, comunque, secondo quanto riportano fonti locali, sarebbero già state messe in salvo

  

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