Roma, la visione di Landscape

Una mostra nella capitale per i luoghi di attraversamento sensibile

costabile guariglia
09/01/2016
Arte e Cultura
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La centralità del paesaggio nel dibattito contemporaneo, e la sua definizione ormai consolidatasi intorno al concetto di percezione, ci spinge a interrogarci sulla natura del rapporto interattivo tra il corpo (individuale e sociale) e l'ambiente che lo accoglie.

Gettando lo sguardo all'indietro, le culture di ogni angolo del pianeta ci restituiscono innumerevoli e variegate testimonianze di tale relazione, disposte sul filo teso tra filogenesi e ontogenesi, la cui ampia diffusione non desta certamente stupore, trattandosi di un tipo di esperienza tra le più basilari e condivise del genere umano, posta alle fondamenta dell'identità individuale e collettiva.

La straordinaria pregnanza delle rappresentazioni, più o meno remote nel tempo e nello spazio, nelle quali il corpo si fa paesaggio e viceversa, ci spinge a mettere alla prova la nostra capacità di reinterpretarle alla luce della nostra esperienza con gli strumenti espressivi dell'arte contemporanea.


Il tema della mostra è trattato in particolare in relazione all' Assenza, e prevede una collettiva di artisti di chiara fama:
Guler Ates, A.K. Douglas, Silvio Cattani, Giovanna Bolognini, Helen Broms Sandberg, Fabio Campagna, Franco Mazzucchelli , Kathrin Loges, Giuseppe Di Lorenzo, Hoyoung Im, Matilde De Feo, Costabile Guariglia (nella performance Ecstasy Mother), Samir Makhlouf, Ravi Ranjan, Antonio Sammartano, Carmine Sica, Paola Valori, che rileggono l'orizzonte degli eventi del terzo millennio proprio attraverso un'assenza ed una inconciliabilità.

Attraverso l'assenza del corpo nel paesaggio e l'inconciliabilità dei media landscape con la fisicità corporea, questi interpreti della visione contemporanea sanciscono la definitiva separazione del corpo dal paesaggio della natura o, al contrario trasformano l'eccesso corporeo in pura sequenza di codici binari. Ciò che ne viene fuori secondo quando si legge nel testo critico è che "se é vero che l'arte visuale rappresenta il limite estremo di ciò che vediamo e pensiamo, allora è l'arte che invade il paesaggio e non il contrario.

La forma delle opere è legata ai bisogni elementari che ha l'essere umano di percepire come propri i paesaggi della natura, i ricordi e delle radici che diventano necessari per non essere più soltanto avatar elettronici, ma esseri viventi composti di corpo, mente ed anima."

Landscape è un progetto   promosso da Palazzo Civico Delle Arti in collaborazione con  Micro Arti Visive, Magazzini Dell’Arte, con il patrocinio dell’Accademia di Belle arti di Roma, associazione  Plus Art Plus, galleria Corpo6, Nea Gallery.

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