Caso Orlandi, i social contro Federica Sciarelli

I telespettatori non hanno gradito l'ultima puntata di Chi l'ha visto sul Emanuela Orlandi

Mario Barbato
23/11/2025
Attualità
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Sempre più italiani si stanno stancando di sentire parlare di Emanuela Orlandi e delle tante piste, scandite da notizie approssimative, che stanno fioccando sui media. Piste che hanno trasformato la sparizione di una ragazza in una saga mediatica fuori controllo. Un esempio è stata Federica Sciarelli, conduttrice di Chi l’ha visto?, finita nel mirino dei telespettatori per una puntata improntata sul nulla più assoluto. 

La trasmissione che da anni ha costruito le sue fortune sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, puntando tutto sulla banda della Magliana e sui suoi personaggi, comincia a non convincere più il pubblico italiano. Un pubblico amorfo trattato come fosse un semplice serbatoio di utenti da catturare per questioni di indici di ascolto. Ma questa volta la gente comincia a stancarsi di essere presa in giro. E con giusta ragione. Perché nell’ultima puntata dedicata al giallo della cittadina vaticana sparita a Roma nel 1983, Federica Sciarelli ha dato spazio agli scavi sotto la Casa del Jazz, un tempo casa del cassiere della banda della Magliana, Enrico Nicoletti, dove ci sarebbe il cadavere del giudice Paolo Adinolfi, sparito a Roma nel 1994, e insieme a lui ecco spuntare come per magia anche le eventuali spoglie mortali di Emanuela Orlandi.

Ma cosa c’entra Paolo Adinolfi con il caso di Emanuela Orlandi? Cosa c’entra Enrico Nicoletti con la studentessa di musica? Praticamente niente se non fosse che quando si parla di banda della Magliana, gruppo criminale che Federica Sciarelli chiama spesso in causa come responsabile della scomparsa di Emanuela Orlandi, tutto fa brodo. Un brodo messo a cuocere fin dall’anno 2005 dopo una telefonata partita dentro la Rai e che è stata condita con ingredienti scialbi dai media e dallo stesso Pietro Orlandi che ha dichiarato di aver ricevuto informazioni da un ex magistrato secondo cui sotto la Casa del Jazz si troverebbero anche le ossa di sua sorella. 

Un racconto che non ha convinto per nulla il pubblico di Chi l’ha visto? che da anni è preso al laccio da narrazioni mediatiche su un case cold che dura dagli anni Ottanta e che attira spettatori per la sua suggestione. Racconti che finora non hanno condotto a nulla di concreto se non assicurare vendite di quotidiani e share televisivi. E così non bastavano le frottole sui terroristi internazionali, i lupi grigi, la Stasi, il Kgb, i ricatti finanziari al Vaticano, la pedofilia dentro le sacre mura, la pista di Londra falsa come una banconota. Adesso si cercano legami forzati con persone che con Emanuela Orlandi c’entrano come cavoli a merenda, ma che permettono di far salire gli ascolti. 

Questa volta, però, i telespettatori non si sono fatti imbonire dall’ultimo finto scoop di Federica Sciarelli sul caso Orlandi. Non ci hanno visto alcun collegamento tra la ricerca di Paolo Adinolfi ed Emanuela Orlandi, tanto che hanno parlato di una puntata senza costrutto e senza interesse. Sono servite a niente le parole di padre Celano che ha detto di aver consegnato le mappe della Casa del Jazz alla famiglia della cittadina vaticana e quelle di Pietro Orlandi che, come al solito, va avanti a colpi di “mi hanno detto” e “mi dissero”, sollevando il sospetto, in molte persone, che sia interessato più alle passerelle mediatiche che cercare la verità su sua sorella.

E così le critiche sui social network non sono mancate e sono state tante: “Mi sto imbrogliando, cosa c’entra il caso Orlandi?”. “Io che non so chi fosse il giudice Adinolfi e il collegamento con Emanuela Orlandi”. “Anni di balle di personaggi, di pseudo intrallazzi, di congetture con papi, cardinali, massoni, mafiosi, stati esteri e cazzari non bastano a Sciarelli e la famiglia Orlandi per continuare a farsi prendere in giro. E basta!”. “Vabbè Emanuela Orlandi non c’entra nulla, era solo un gancio noto per il servizio sul giudice Adinolfi”. “Parlare della scomparsa di Emanuela Orlandi è solo tempo perso”. “Stanno riproponendo tutta storia del caso Orlandi. Senza neppure il benché minimo motivo. Non può essere vero. Com’è mai possibile fare tanto male il proprio lavoro?”. Sono solo alcune dei commenti che hanno riempito i canali social di chi, evidentemente, è stufo di questo circo mediatico condotto sulla pelle di una ragazza che oltre al danno deve subire pure la beffa di essere strumentalizzata da giornalisti, conduttori e mitomani di ogni risma e grado.

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