Il Dipartimento Urbanistica di Fratelli d’Italia Terracina ha trasmesso all’Autorità di Bacino Distrettuale e alla Regione Lazio un documento ufficiale contenente le criticità del nuovo PAI idraulico e frane, evidenziando il rischio di blocco allo sviluppo urbanistico, economico e infrastrutturale della città.
Tra i punti più rilevanti segnalati:
• Norme di Salvaguardia troppo vaghe, che creano incertezza e paralizzano gli interventi già coerenti con il PRG.
• Limitazioni sproporzionate nelle nuove aree P2 e P3, che ignorano il ruolo della Bonifica e non riflettono le reali condizioni del territorio.
• Cartografie da rivedere, con aree prive di rischio inserite tra quelle a potenziale pericolosità, danneggiando interventi pubblici e investimenti privati (varianti C2 e “La Fiora”).
• Negazione della flessibilità ai Comuni, ai quali deve essere consentito proporre studi di dettaglio e misure di mitigazione per aggiornare le classificazioni.
• Divieti generalizzati e ingiustificati nel PAI frane, senza possibilità di valutazioni caso per caso.
• Necessità di distinguere tra nuovi volumi ed edifici esistenti, garantendo demolizione/ricostruzione e miglioramenti sismici ed energetici.
• Richiesta di maggiore trasparenza e procedure più chiare, con strumenti operativi univoci e facilmente consultabili anche tramite WebGIS.
“Il nostro obiettivo – dichiara il Presidente del Dipartimento, Geom. Candido Luzzi – è garantire sicurezza e tutela del territorio senza soffocare lo sviluppo di Terracina e senza ostacolare la legittima iniziativa pubblica e privata.
Il lavoro è stato in sinergia con i tecnici locali, i quali hanno anche loro presentato come associazione di professionisti le loro osservazioni e le hanno condivise con il comune di Terracina.