I ministri Carlo Nordio ed Eugenia Roccella sono finiti nell’occhio del ciclone per alcune dichiarazioni sulla violenza di genere. Carlo Nordio ha detto che la prevaricazione maschile sulle donne è una conseguenza del “codice genetico” dei maschi che li spinge istintivamente a usare la forza, mentre Roccella ha negato l’utilità dell’educazione sessuale come deterrente contro la violenza sulle donne.
Secondo Nordio, le leggi che regolano le azioni dell’uomo è quella della legge del più forte che ha storicamente caratterizzato il genere maschile, che era predisposto fin dai tempi antichi alla caccia. Questo, secondo il ministro della Giustizia, ha partorito il maschilismo che tanto viene demonizzato nella società moderna, dove le donne hanno raggiunto la parità di genere, anche se sono più penalizzate rispetto agli uomini soprattutto nel mondo del lavoro. Nordio ha aggiunto che “anche se oggi l’uomo accetta, e deve accettare, questa assoluta parità formale e sostanziale nei confronti della donna, nel suo subconscio, trova sempre una certa resistenza”.
Il ministro Nordio ha quindi continuato esprimendo il proprio punto di vista sul problema dei femminicidi e sulla violenza contro le donne, dichiarando che secondo lui sarebbe necessario intervenire non solo con la repressione, ma soprattutto con la prevenzione, creando un clima di educazione all’empatia e al rispetto soprattutto dentro le famiglia che, rispetto a scuola e società, sono i contatti primi dei ragazzi.
La ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, è stata invece ancora più esplicita, sostenendo che non esiste una correlazione tra l’educazione affettiva e sessuale dei ragazzi e i femminicidi: “Nei Paesi dove da molti anni l’educazione sessuale è un fatto assodato, per esempio la Svezia non c’è correlazione con la diminuzione dei femminicidi. La Svezia ha più violenze e femminicidi di noi”, la chiosa di Roccella.
Nel 2024 in Svezia sono stati commessi quasi cento omicidi, di cui un quarto erano donne. Nello stesso anno in Italia sono stati commessi trecento omicidi, di cui un terzo erano donne. Né la Svezia, né l’Italia forniscono dati precisi sui femminicidi. Nel nostro Paese, però, le donne vittime di omicidio sono state, nel 2024, il trentaquattro percento del totale. E considerato che la Svezia ha meno abitanti dell’Italia, il tasso di omicidi delle donne è proporzionalmente più alto.